Sono scattati a tappeto, presso tutta la provincia di Caserta, i controlli agli allevamenti di bestiame bufalino , sospettati di immettere sul mercato latte infetto da diossina.
L'indagine è partita su richiesta “d'urgenza” della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, dopo che alcuni campioni di analisi avevano rilevato la presenza nel latte di diossina oltre i limiti di legge.
Il sospetto è che nonostante i risultati delle analisi delle Asl, che mostravano presenza di diossina nei campioni per 6 picogrammi contro i 3 fissati dalla legge come tetto, gli allevatori hanno continuato a conferire latte ai caseifici. La Procura vuole accertare perché la produzione non sia stata vietata dalle autorità preposte e se i titolari degli allevamenti non fossero effettivamente a conoscenza degli esiti delle analisi.
L'ipotesi di reato è avvelenamento di sostanze alimentari e commercio di sostanze adulterate.
“Le analisi erano state fatte tra novembre e marzo scorsi dalle Asl di Caserta ed avevano rilevato la diossina superiore ai limiti nel latte prodotto dagli allevamenti e venduto ai 25 caseifici in questione – spiegano i carabinieri del Noe - ma qui l'attività di controllo si era fermata ovvero "mozzarelle intrise di diossina sono entrate in commercio".
Chi ha quindi omesso di controllare l'intera filiera, nonostante da mesi si sta parlando del rischio per la salute dei consumatori?

Le bufale intanto hanno continuato a mangiare mangime proveniente da terreni dove erano stati interrati rifiuti tossici. E' questa l'altra amara scoperta. Alcune proprietà fanno direttamente capo a esponenti del clan dei Casalesi.
Hanno così avvelenato anche la loro terra, senza grossi scrupoli. Ora, purtroppo, sarà l'intero settore a essere penalizzato. Perché, anche chi è scrupoloso, e ha prodotti sani e controllati, sta pagando per chi ha immesso sul mercato mozzarelle avvelenate.
Proprio in questi giorni i produttori di latte di bufala del casertano hanno manifestato vivacemente bloccando con un centinaio di trattori la confluenza delle statali Appia e casilina in località Spartivento degli Abruzzi, nei pressi di Capua: per le difficoltà a smaltire le scorte di latte non ritirate dai caseifici produttori di mozzarella che a loro volta non riescono a commercializzare il prodotto.
"Controlli sempre più serrati sono l'unica garanzia e deterrente contro la diossina ma soprattutto l'unico strumento a tutela della salute dei consumatori e del prodotto della mozzarella – è il commento di Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania - "E' necessario proseguire su questa strada-avviando controlli a livello ambientale e sanitario con particolare attenzione a tutta la filiera agro-alimentare e lattiero-casearia nelle province di Napoli e Caserta. E' da criminali immettere sul mercato produtti inquinati e che penalizzano la maggioranza degli allevatori seri e scrupoli che operano in Campania".
Quasi 80 gli allevamenti di bufale sequestrati in via preventiva nell'agro aversano e 4 quelli appartenenti all'area della Asl Caserta 1 (tra Marcianise e Pietravairano).
Il danno economico stimato è di almeno 100.000 euro al giorno. Un settore che sta rischiando di collassare.
fonte: ecostiera.it


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