Secondo Tampieri la mozzarella di bufala campana è entrata in un vortice mediatico che ha creato delle pericolose sovrapposizioni. “Nel giro di poco tempo – spiega – si sono verificati una serie di eventi negativi che hanno provocato una suggestione generale nei consumatori sia italiani che stranieri”. E il primo evento è stato quello di poco più di un mese fa relativo alla brucellosi, e sul quale il ministero ha preso già provvedimenti “sebbene non ci siano stati rischi per i consumatori”, precisa Tampieri. Poi l’emergenza rifiuti e infine l’allarme diossina. “La diossina nella mozzarella non è assolutamente determinata dall’emergenza rifiuti – tiene a precisare Tampieri. “La verità è che ogni problema legato alla regione Campania viene riflesso automaticamente sul prodotto simbolo della regione. L’allarme diossina sulla mozzarella di bufala non ha ragione di essere anche perché i controlli vengono svolti periodicamente su tutta la produzione Dop”. E proprio per dare maggiore certezze ai consumatori la regione Campania sta lavorando per porre un ulteriore certificazione sulla mozzarella rispetto agli altri prodotti Dop italiani.
“Stiamo lavorando insieme ai produttori per recuperare l’immagine perduta in questi ultimi mesi”, prosegue Tampieri. Una specie di campagna promozionale quindi per ridare lustro al famoso prodotto italiano. “Ora si è fermato tutto a causa della campagna elettorale ma credo che sia in ogni caso poco producente fare semplice pubblicità”. Secondo Tampieri si deve lavorare invece per sovvertire i timori nel punto da cui sono partiti e per fare questo occorrono prove scientifiche. “Si tratta di attestare ciò che c’è e che non c’è realmente nella mozzarella di bufala e mettere i risultati agli occhi di tutti”. Meno parole e maggiore chiarezza scientifica quindi. Questa la ricetta per far rientrare l’allarme diossina – brucellosi – rifiuti legato alla mozzarella. E si può iniziare proprio da una maggiore informazione a proposito della reale mappa dei siti nazionali ritenuti a rischio diossina. “La questione della Campania riguarda solo l’un per cento del territorio nazionale. Se i consumatori avessero sotto gli occhi la mappa dei siti italiani a rischio diossina, si renderebbero conto dell’enfasi esagerata che è stata data alla questione della mozzarella. E sono sicuro – conclude - che i coreani possono consumare con tranquillità i nostri prodotti campani, sicuramente molto migliori, dal punto di vista della salubrità, di quelli che consumano tradizionalmente”.
(Edoardo Spera) 25 mar 2008 13:51
fonte: ilvelino.it
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