Nuovi stop da Cina e Singapore. La replica: "Ma lì le esportazioni sono quasi nulle"
Con l´assoluzione dell´Europa, quella della mozzarella alla diossina sembrava una brutta storia finita bene. Ma, proprio quando tutti, dal Consorzio al ministero, fino ai consumatori, stavano tirando un sospiro di sollievo, è arrivato il colpo gobbo della Cina e di Singapore: «Vietate le importazioni di mozzarella italiana». Il divieto, riferisce l´agenzia ufficiale Nuova Cina, ieri pomeriggio, poco dopo le 17, è stato deciso dall´Amministrazione generale della quarantena. E sull´onda della Cina, anche Singapore chiude le frontiere alla mozzarella campana. Un colpo all´immagine, più che all´economia. Ma un nuovo stop. Nuova ansia. E nuove polemiche. Dopo una settimana di psicosi, analisi e perdite da mezzo milione di euro al giorno per la filiera bufalina. E proprio nel giorno in cui l´Unione Europea, superate le proprie diffidenze, definisce e firma con il ministero della Salute il programma straordinario per la ricerca delle diossine che la Regione Campania dovrà adottare.
Quella della Cina, però, è «una decisione inaspettata, unilaterale e al momento, immotivata» dice il ministro per le Politiche Agricole Paolo de Castro. Insorgono le associazioni di categoria: la Coldiretti parla di «beffa», Confagricoltura di «atto unilaterale» e la Cia-Confederazione sposta l´attenzione sulle esportazioni cinesi di «prodotti taroccati».
«La Cina frena il nulla» esplode caustico l´assessore regionale all´Agricoltura Andrea Cozzolino, che per sabato prossimo ha convocato un vertice con tutti i consoli in Italia dei paesi in cui la Campania esporta la mozzarella, per fornire spiegazioni, chiarimenti e rassicurazioni. «Lo stop prudenziale di Cina e Singapore all´importazione di mozzarella di Bufala campana, agisce sul nulla - dice Cozzolino - È assolutamente marginale, infatti, la quantità di prodotto campano Dop che è possibile trovare nelle principali città cinesi». Cozzolino è netto, anzi rilancia: «Abbiamo assoluto rispetto delle relazioni commerciali tra la nostra regione e i Paesi esteri, in particolare di chi, come la Cina, è protagonista di un tumultuoso sviluppo economico ma con altrettanta nettezza ricordiamo che attualmente questo Paese assorbe un quota praticamente nulla dell´export caseario campano e ancor più marginale se pariamo di mozzarella di bufala Dop. Dunque è del tutto improbabile che in questo momento, sia alle frontiere sia sul mercato interno di questi paesi si trovi la mozzarella campana. Mi auguro invece che, dopo questa vicenda, tra qualche settimana ci si possa addirittura ritrovare con un incremento delle nostre esportazioni in Paesi che finora quasi non conoscevano questo straordinario prodotto gastronomico».
Anche il Consorzio per la tutela della mozzarella Dop campana spiega: «Non esportiamo in Cina. Finora siamo ancora alla fase promozionale: in sostanza abbiamo portato un po´ di mozzarella in Cina per fargliela assaggiare. Abbiamo stabilito dei contatti promozionali per aprire quella importante frontiera, anche attraverso iniziative di colore, come i casi di nostri caseifici che utilizzavano latte cinese». Una promozione difficile dall´inizio: «Pechino - spiegano al Consorzio - impone una quarantena di ben tre settimane alle nostre mozzarelle e a tutti i formaggi freschi a pasta filata italiani. Il che evidentemente non si può fare, andrebbero tutte a male. Le dogane cinesi, di fatto, per noi erano già chiuse». E il presidente del consorzio Franco Consalvo spiega: «Sono da tempo in corso contatti con l´ufficio agricoltura dell´Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese a Roma, ma il problema è al momento insoluto. La quarantena è imposta della autorità cinesi perché temono di importare un batterio lo pseudomonas sakazakii che per altro non è presente, per quanto dato sapere, in aree mediterranee».
Intanto il ministero della Salute, di concerto con i competenti servizi della Commissione Ue, ha definito un programma straordinario per la ricerca delle diossine per la Regione Campania. Il programma si compone di due fasi. La prima fase consiste in un controllo ufficiale su tutti i caseifici che insistono nel territorio delle province di Caserta, Avellino e Napoli (circa 400) che trattano latte di bufala. Sarà prescritto il divieto di commercializzazione del latte e dei relativi prodotti fino ad esito favorevole delle analisi. In caso di esito sfavorevole, si procederà al prelievo di latte nei singoli allevamenti il cui latte faceva parte del campione. Tali allevamenti non potranno conferire latte fino all´esito favorevole delle analisi. Inoltre, si procederà al controllo anche nelle aziende limitrofe, nel raggio di 3 chilometri. Tutti i risultati delle analisi effettuate saranno messi a disposizione della Commissione entro metà aprile. Conclusa la prima fase si procederà, con lo stesso approccio, al controllo dei caseifici ubicati nelle province di Benevento (25 caseifici) e Salerno (185 caseifici). I risultati di questi ulteriori controlli saranno comunicati alla Commissione entro il 25 aprile.
Nella seconda fase, una volta disponibili i risultati analitici, sarà fatta una analisi epidemiologica per la individuazione della estensione del fenomeno, e sarà resa disponibile una mappa rappresentativa della situazione, in modo da poter procedere ad eventuali ulteriori controlli. Saranno presi in considerazione anche i dati storici, raccolti dal 2003 ad oggi. Una volta individuate le zone a rischio, si procederà ad un controllo conoscitivo, senza blocco cautelare, su tutti gli allevamenti.
Autore: Cristina Zagaria
Fonte: espresso.repubblica.it
martedì 1 aprile 2008
Mozzarella e diossina ministro e Ue in campo parte il piano controlli
Etichette:
allarme diossina,
latte di bufala,
mozzarella di bufala
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)


Nessun commento:
Posta un commento