Roma, 29 apr. - (Adnkronos) - ''L'agricoltura italiana paga, ancora una volta, gli allarmismi e le deduzioni precipitose sulla salubrita' dei prodotti agroalimentari del nostro Paese. Sono bastate poco piu' di due settimane di 'allarme mozzarella di bufala inquinata' per mettere in ginocchio un comparto, con danni quantificabili in 100 milioni di euro''. E' quanto afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, dopo i risultati emersi dai controlli sui caseifici campani che hanno dimostrato, nella stragrande maggioranza dei casi, la bonta' e la sanita' della mozzarella.
''Ora -prosegue la Cia- auspichiamo giusti e rapidi indennizzi ai soggetti danneggiati e l'applicazione delle misure previste nei casi di provate crisi di mercato, quali la sospensione degli oneri previdenziali e la proroga dei mutui e delle cambiali agrarie, oltre che una penetrante campagna di promozione e valorizzazione della mozzarella di bufala campana verso i consumatori''.
''Al fine di evitare per il futuro facili e dannose 'semplificazioni' -conclude la Cia- chiediamo che i controlli, effettuati in una situazione di emergenza, siano duraturi e diventino una regola a tutela delle aziende agricole e dei consumatori''.
fonte: adnkronos.com
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mercoledì 30 aprile 2008
Mozzarella di bufala, conclusi i controlli: via libera alla vendita dei nostri prodotti all'estero
ROMA (29 aprile) - Chiusa la vicenda della mozzarella di bufala campana. I ministri delle Politiche agricole e della Salute, in una nota congiunta, hanno comunicato che al termine dei controlli effettuati «tutti i nostri prodotti lattiero-caseari, mozzarella di bufala campana inclusa, possono essere commercializzati liberamente sul mercato internazionale, senza sottostare a rafforzamenti di controlli alle frontiere degli altri Paesi». I risultati hanno infatti evidenziato che il problema diossina esiste, ma è circoscritto.
Nel dettaglio, dalle due fasi del piano di controlli predisposto dal ministero della Salute per verificare la presenza di diossina nella mozzarella di bufala è emerso che, nelle province di Napoli, Caserta e Avellino, l'85,6% dei campioni esaminati è conforme alla soglia relativa al contaminante e il 14,4%, pari a 39 campioni, non rispetta i limiti fissati dalle autorità comunitarie (2 picogrammi per chilo). I 102 allevamenti (100 di Caserta e 2 di Napoli) da dove provengono i 39 campioni infetti sono già stati posti sotto sequestro sanitario. Tutti conformi alla norma, invece, i 113 campioni prelevati a Salerno e Benevento, corrispondenti a 313 allevamenti bufalini.
Nella nota si spiega inoltre che «negli allevamenti che danno il latte ai caseifici in cui è stato riscontrato il superamento dei limiti fissati sono in corso gli opportuni approfondimenti». Queste ulteriori analisi prevedono il prelievo di campioni di latte e di alimenti zootecnici in ogni singolo allevamento conferente, il divieto di cessione o commercializzazione del latte e di tutti glia ltri prodotti lattiero-caseari da essi provenienti e il divieto di movimentazione degli animali di qualsiasi specie, lì presenti. In questo modo si potranno isolare gli allevamenti a rischio diossina e si potranno avviare le bonifiche necessarie a rimuovere le cause della contaminazione.
La Confederazione italiana agricoltori. Alla luce dei risultati emersi dai controlli sui caseifici campani la Confederazione italiana agricoltori (Cia) ha dichiarato che «gli allarmismi e le deduzioni precipitose sulla salubrità dei prodotti agroalimentari del nostro Paesei» hanno causato danni quantificabili in 100 milioni di euro. La Cia si augura dunque che «giusti e rapidi indennizzi vengano dati ai soggetti danneggiati e che vengano applicate le misure previste nei casi di provate crisi di mercato, quali la sospensione degli oneri previdenziali e la proroga dei mutui e delle cambiali agrarie, oltre che una penetrante campagna di promozione e valorizzazione della mozzarella di bufala campana verso i consumatori». Infine per «evitare per il futuro facili e dannose semplificazioni - continua la Cia - chiediamo che i controlli, effettuati in una situazione di emergenza, siano duraturi e diventino una regola a tutela delle aziende agricole e dei consumatori».
L'istituto zooprofilattico sperimentale per il mezzogiorno. Il commissario dell'istituto, Antonio Limone, tira le somme della vicenda delle mozzarelle di bufale contaminate da diossina dicendo che sono due gli elementi da sottolineare. In primo luogo esiste una zona, la regione campania, dove esiste una reale presenza di diossina. Esiste anche la possibilità che la contaminazione esista anche altrove. La vicenda dunque sarebbe ancora aperta.
Bisogna cercare di capire qual è la causa della contaminazione. Le ipotesi avanzate da Limone sono: i rifiuti tossici depositati illegalmente nell'area del casertano; le combustioni selvagge di materiale plastico; il foraggio utilizzato per l'alimentazione animale, prodotto e acquistato in un altro luogo rispetto all'allevamento oppure le sostanze anticrittogamiche utilizzate per produrre il foraggio stesso.
fonte: ilmessaggero.it
Nel dettaglio, dalle due fasi del piano di controlli predisposto dal ministero della Salute per verificare la presenza di diossina nella mozzarella di bufala è emerso che, nelle province di Napoli, Caserta e Avellino, l'85,6% dei campioni esaminati è conforme alla soglia relativa al contaminante e il 14,4%, pari a 39 campioni, non rispetta i limiti fissati dalle autorità comunitarie (2 picogrammi per chilo). I 102 allevamenti (100 di Caserta e 2 di Napoli) da dove provengono i 39 campioni infetti sono già stati posti sotto sequestro sanitario. Tutti conformi alla norma, invece, i 113 campioni prelevati a Salerno e Benevento, corrispondenti a 313 allevamenti bufalini.
Nella nota si spiega inoltre che «negli allevamenti che danno il latte ai caseifici in cui è stato riscontrato il superamento dei limiti fissati sono in corso gli opportuni approfondimenti». Queste ulteriori analisi prevedono il prelievo di campioni di latte e di alimenti zootecnici in ogni singolo allevamento conferente, il divieto di cessione o commercializzazione del latte e di tutti glia ltri prodotti lattiero-caseari da essi provenienti e il divieto di movimentazione degli animali di qualsiasi specie, lì presenti. In questo modo si potranno isolare gli allevamenti a rischio diossina e si potranno avviare le bonifiche necessarie a rimuovere le cause della contaminazione.
La Confederazione italiana agricoltori. Alla luce dei risultati emersi dai controlli sui caseifici campani la Confederazione italiana agricoltori (Cia) ha dichiarato che «gli allarmismi e le deduzioni precipitose sulla salubrità dei prodotti agroalimentari del nostro Paesei» hanno causato danni quantificabili in 100 milioni di euro. La Cia si augura dunque che «giusti e rapidi indennizzi vengano dati ai soggetti danneggiati e che vengano applicate le misure previste nei casi di provate crisi di mercato, quali la sospensione degli oneri previdenziali e la proroga dei mutui e delle cambiali agrarie, oltre che una penetrante campagna di promozione e valorizzazione della mozzarella di bufala campana verso i consumatori». Infine per «evitare per il futuro facili e dannose semplificazioni - continua la Cia - chiediamo che i controlli, effettuati in una situazione di emergenza, siano duraturi e diventino una regola a tutela delle aziende agricole e dei consumatori».
L'istituto zooprofilattico sperimentale per il mezzogiorno. Il commissario dell'istituto, Antonio Limone, tira le somme della vicenda delle mozzarelle di bufale contaminate da diossina dicendo che sono due gli elementi da sottolineare. In primo luogo esiste una zona, la regione campania, dove esiste una reale presenza di diossina. Esiste anche la possibilità che la contaminazione esista anche altrove. La vicenda dunque sarebbe ancora aperta.
Bisogna cercare di capire qual è la causa della contaminazione. Le ipotesi avanzate da Limone sono: i rifiuti tossici depositati illegalmente nell'area del casertano; le combustioni selvagge di materiale plastico; il foraggio utilizzato per l'alimentazione animale, prodotto e acquistato in un altro luogo rispetto all'allevamento oppure le sostanze anticrittogamiche utilizzate per produrre il foraggio stesso.
fonte: ilmessaggero.it
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martedì 29 aprile 2008
MOZZARELLA DI BUFALA: DOMANI IL PUNTO DELLA SITUAZIONE A ROMA
ROMA – Giornata decisiva per la mozzarella di bufala campana, domani 29 aprile. Il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Paolo De Castro, e il Ministro della Salute, Livia Turco, esporranno in una conferenza stampa congiunta, i dati relativi al caso. Alle 11 presso la sede del Ministero della Salute, saranno illustrati gli esiti finali delle analisi sulle campionature e delle attivita' di vigilanza e controllo.
fonte: Primapress.it
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martedì 22 aprile 2008
Nel Salernitano brindisi col latte di bufala
NAPOLI (18 aprile) - Hanno deciso di festeggiare i risultati dei test, che scagionano la mozzarella di bufala, liberandola dl blocco della Cina, brindando proprio con il latte di bufala nel Salernitano.
«Questi dati danno ragione ad un territorio che da sempre ha puntato sulla qualità», ha sottolineato l'assessore all'Agricoltura della Provincia di Salerno, Corrado Martinangelo. «Siamo stati fagocitati dal cannibalismo mediatico», ha commentato Franco Consalvo, presidente del Consorzio di Tutela della Dop Mozzarella di Bufala Campana. Intanto, proprio in provincia di Salerno, domani si svolgerà il primo Campionato mondiale di mangiatori di mozzarella di bufala. Il vincitore - colui che in 30 secondi avrà mangiato il maggior quantitativo possibile - riceverà un buono acquisto di mozzarella di bufala campana Dop del valore di 500 euro.
Avverà nell'ambito di “Itinerari Mediterranei”, il progetto di marketing territoriale promosso dalla Provincia di Salerno, assessorato all'Agricoltura, dedicata all'oro bianco e che quest'anno si affianca al terzo Salone della Mozzarella di Bufala Campana e del Made in Italy. «L'allarme diossina non ha penalizzato solo il comparto caseario. Gli importatori stranieri hanno voluto garanzie anche in merito all'ortofrutta della Piana del Sele - ha sottolineato Claudio Nigro docente di Marketing e Comunicazione d'Impresa dell'Università di Foggia, intervenuto alla tre giorni - Da oggi è tutto in salita»
fonte: ilmessaggero.it
«Questi dati danno ragione ad un territorio che da sempre ha puntato sulla qualità», ha sottolineato l'assessore all'Agricoltura della Provincia di Salerno, Corrado Martinangelo. «Siamo stati fagocitati dal cannibalismo mediatico», ha commentato Franco Consalvo, presidente del Consorzio di Tutela della Dop Mozzarella di Bufala Campana. Intanto, proprio in provincia di Salerno, domani si svolgerà il primo Campionato mondiale di mangiatori di mozzarella di bufala. Il vincitore - colui che in 30 secondi avrà mangiato il maggior quantitativo possibile - riceverà un buono acquisto di mozzarella di bufala campana Dop del valore di 500 euro.
Avverà nell'ambito di “Itinerari Mediterranei”, il progetto di marketing territoriale promosso dalla Provincia di Salerno, assessorato all'Agricoltura, dedicata all'oro bianco e che quest'anno si affianca al terzo Salone della Mozzarella di Bufala Campana e del Made in Italy. «L'allarme diossina non ha penalizzato solo il comparto caseario. Gli importatori stranieri hanno voluto garanzie anche in merito all'ortofrutta della Piana del Sele - ha sottolineato Claudio Nigro docente di Marketing e Comunicazione d'Impresa dell'Università di Foggia, intervenuto alla tre giorni - Da oggi è tutto in salita»
fonte: ilmessaggero.it
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I TEST 'SCAGIONANO' LA MOZZARELLA CAMPANA
ROMA - Tracce di diossina e molto allarmismo. Questi i fattori che hanno caratterizzato la vicenda della mozzarella di bufala campana, per la quale oggi si scrive la parole fine, almeno per la prima fase del piano di controlli previsti dal Ministero della Salute, con oltre 900 caseifici svincolati dai sequestri cautelativi, su un totale di circa mille allevamenti bufalini presenti nella regione.
"La mozzarella di bufala è stata penalizzata da una campagna stampa troppo precipitosa e allarmistica - ha detto all'Ansa il ministro delle Politiche Agricole, Paolo De Castro - mi auguro ora che il comparto possa sollevarsi tempestivamente dalla crisi che ha attraversato e che la mozzarella di bufala torni ad essere simbolo del made in Italy". E' un "quadro rassicurante", quello emerso dalle analisi per il Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana Dop che riporta la vicenda nelle sue reali dimensioni, "quelle di un fenomeno circoscritto", anche alla luce dei risultati arrivati oggi sui 115 campioni analizzati, provenienti dai caseifici delle province di Salerno e Benevento, risultati tutti negativi alla diossina.
A conti fatti, nelle prime tre province campane analizzate, Napoli, Caserta e Avellino, su 265 campioni (ognuno corrispondente a 3-4 allevamenti), il 14% è risultato positivo alla diossina, con valori che rientrano nella cosiddetta 'misura di incertezza', ovvero di poco superiori al valore-soglia di 2 picogrammi. Nessuna positività, invece per le restanti due province campane. Nell'intera regione, sono un centinaio gli allevamenti posti ancora sotto sequestro e tutti situati nell'area della provincia di Caserta. Per questi allevamenti è già partito un piano di ulteriori analisi che ha il compito di risalire, (sul 14% di campioni positivi), ai singoli allevamenti e, una volta individuati, sottoporli a controlli, sia sul latte che sul foraggio per l'alimentazione animale.
"I risultati ottenuti da questo piano controlli - ha spiegato il Commissario dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale per il Mezzogiorno, Antonio Limone - sono in linea con quello che già da qualche anno sapevamo, ovvero che nella zona di competenza della Asl Caserta 2 ci fosse presenza di diossina". Le positività alla diossina, secondo Limone, erano emerse già nel 2001, (a seguito di analisi di routine previste da un piano ministeriale di analisi dei residui), su alcuni campioni di latte ovino, nei comuni di Macerata Campania e Marcianise "da quel momento è partita la campagna stampa sulla diossina, adesso è necessario individuarne la fonte - ha aggiunto Limone - ed eliminarla".
Chiusa la prima fase, ora c'é da attendere i risultati delle analisi sui casi positivi, a cui seguirà l'invio di un nucleo operativo composto da veterinari, esperti e biologi con il compito di analizzare ogni stabilimento di produzione alimentare nel raggio di 3 chilometri dall'allevamento bufalino per verificare l'estensione della contaminazione e individuarne la causa. "I controlli resteranno vigili - ha affermato Limone - e la nostra attenzione si focalizzerà sull'area di Caserta". Ancora non si avanzano ipotesi sulla causa della presenza del contaminante, "i motivi possono essere molteplici - ha concluso il commissario - solo un'analisi epidemiologica ci potrà chiarire il fattore di contaminazione".
fonte: ansa.it
"La mozzarella di bufala è stata penalizzata da una campagna stampa troppo precipitosa e allarmistica - ha detto all'Ansa il ministro delle Politiche Agricole, Paolo De Castro - mi auguro ora che il comparto possa sollevarsi tempestivamente dalla crisi che ha attraversato e che la mozzarella di bufala torni ad essere simbolo del made in Italy". E' un "quadro rassicurante", quello emerso dalle analisi per il Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana Dop che riporta la vicenda nelle sue reali dimensioni, "quelle di un fenomeno circoscritto", anche alla luce dei risultati arrivati oggi sui 115 campioni analizzati, provenienti dai caseifici delle province di Salerno e Benevento, risultati tutti negativi alla diossina.
A conti fatti, nelle prime tre province campane analizzate, Napoli, Caserta e Avellino, su 265 campioni (ognuno corrispondente a 3-4 allevamenti), il 14% è risultato positivo alla diossina, con valori che rientrano nella cosiddetta 'misura di incertezza', ovvero di poco superiori al valore-soglia di 2 picogrammi. Nessuna positività, invece per le restanti due province campane. Nell'intera regione, sono un centinaio gli allevamenti posti ancora sotto sequestro e tutti situati nell'area della provincia di Caserta. Per questi allevamenti è già partito un piano di ulteriori analisi che ha il compito di risalire, (sul 14% di campioni positivi), ai singoli allevamenti e, una volta individuati, sottoporli a controlli, sia sul latte che sul foraggio per l'alimentazione animale.
"I risultati ottenuti da questo piano controlli - ha spiegato il Commissario dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale per il Mezzogiorno, Antonio Limone - sono in linea con quello che già da qualche anno sapevamo, ovvero che nella zona di competenza della Asl Caserta 2 ci fosse presenza di diossina". Le positività alla diossina, secondo Limone, erano emerse già nel 2001, (a seguito di analisi di routine previste da un piano ministeriale di analisi dei residui), su alcuni campioni di latte ovino, nei comuni di Macerata Campania e Marcianise "da quel momento è partita la campagna stampa sulla diossina, adesso è necessario individuarne la fonte - ha aggiunto Limone - ed eliminarla".
Chiusa la prima fase, ora c'é da attendere i risultati delle analisi sui casi positivi, a cui seguirà l'invio di un nucleo operativo composto da veterinari, esperti e biologi con il compito di analizzare ogni stabilimento di produzione alimentare nel raggio di 3 chilometri dall'allevamento bufalino per verificare l'estensione della contaminazione e individuarne la causa. "I controlli resteranno vigili - ha affermato Limone - e la nostra attenzione si focalizzerà sull'area di Caserta". Ancora non si avanzano ipotesi sulla causa della presenza del contaminante, "i motivi possono essere molteplici - ha concluso il commissario - solo un'analisi epidemiologica ci potrà chiarire il fattore di contaminazione".
fonte: ansa.it
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lunedì 21 aprile 2008
Mozzarella di bufala, la Cina revoca il blocco
La Cina ha deciso di revocare il divieto di importazione della mozzarella e di controlli obbligatori per tutti i prodotti caseari italiani imposti lo scorso 28 marzo al termine di una lunga trattativa condotta dall'ambasciata italiana in Cina con l'assistenza della rappresentanza della Commissione europea e dell'Istituto per il commercio estero.
Grande soddisfazione per la fine del blocco verso i prodotti italiani è stata espressa dalla Cia. "Un altro deciso passo verso la normalizzazione del settore - si è espressa la Cia-Confederazione italiana -. Un ulteriore positivo passo verso la completa normalizzazione del settore. Adesso, tuttavia, e' indispensabile operare con la massima incisività e concretezza per risanare i danni pesanti subiti dagli allevatori, attraverso interventi mirati".
Intanto i referti dei primi 14 test svolti nelle province di Salerno e Benevento per verificare la presenza di diossina, sono risultati negativi. Sono ancora in corso le analisi sui casi trovati positivi ai primi controlli (il 14% del totale), effettuati nelle province di Napoli, Caserta e Avellino.
fonte: Romagnaoggi.it
Grande soddisfazione per la fine del blocco verso i prodotti italiani è stata espressa dalla Cia. "Un altro deciso passo verso la normalizzazione del settore - si è espressa la Cia-Confederazione italiana -. Un ulteriore positivo passo verso la completa normalizzazione del settore. Adesso, tuttavia, e' indispensabile operare con la massima incisività e concretezza per risanare i danni pesanti subiti dagli allevatori, attraverso interventi mirati".
Intanto i referti dei primi 14 test svolti nelle province di Salerno e Benevento per verificare la presenza di diossina, sono risultati negativi. Sono ancora in corso le analisi sui casi trovati positivi ai primi controlli (il 14% del totale), effettuati nelle province di Napoli, Caserta e Avellino.
fonte: Romagnaoggi.it
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giovedì 17 aprile 2008
Mozzarella, il Giappone dice sì all'import
Per il ministro alle Politiche agricole, forestali e alimentari, Paolo De Castro, la ripresa delle importazioni da parte del Giappone della mozzarella di bufala campana è un'ulteriore "testimonianza dell'efficacia del sistema di controllo costruito con l'Unione europea in quanto - ha ricordato - soltanto pochi giorni fa c'è stato un incontro ulteriore tra i servizi della Commissione europea e i nostri uffici del ministero italiano della Sanità". Insomma, assicura De Castro, "si sta andando avanti in assoluta sintonia con l'Unione europea". Il fatto che la situazione si sia normalizzata con il Giappone è importante, ha aggiunto il ministro, "perchè purtroppo in questi casi si può creare confusione. Dobbiamo evitare che questo tipo di situazione si allarghi".
In realtà, in Corea del Sud e in Giappone non c'è stato alcun bando per la mozzarella di bufala "made in Italy", ma soltanto la richiesta di chiarimenti. Chiarimenti che sono arrivati, come dimostra il via libera all'import. I prodotti fermi alla dogana sia in Corea del Sud che in Giappone, in particolare a Tokyo e a Osaka, non sono stati comunque oggetto di analisi che hanno rivelato la presenza di diossina.
L'allarme, come noto, è scattato dai casi di positività alla diossina riscontrati in alcuni campioni di latte e mozzarella di bufala prelevati in alcune aree della Campania. I valori di diossina riscontrati nel formaggio sono comunque molto bassi, ha subito assicurato Andrea Cozzolino, assessore alle Attività produttive della Regione Campania: infatti, "il tetto massimo della diossina è di 3 picogrammi per grammo di latte e sono stati trovati valori di 3,2-3,3 picogrammi", dunque di poco superiori al limite previsto dalle normative europee. Indici riscontrati nelle mozzarelle e nel latte presso 25 caseifici su centotrenta controllati. Tutte le ottantatre aziende agricole fornitrici dei 25 caseifici sono state rintracciate e sottoposte a sequestro cautelare per impedire qualsiasi rischio in attesa di conoscere gli esiti delle analisi che evidenzieranno la effettiva provenienza del latte risultato positivo all'esame della diossina. Invece prima l'autorità agricola e veterinaria di Singapore ha bloccato la vendita di mozzarella di bufala italiana e poi l'amministrazione generale della quarantena del Governo cinese che ha vietato le importazioni di mozzarella italiana e stabilito che tutti gli altri tipi di formaggio italiano devono essere sottoposti a test di laboratorio, prima di che sia consentito il loro ingresso in Cina. La diplomazia italiana è già all'opera e l'Ambasciatore d'Italia in Cina, Riccardo Sessa, su istruzioni ricevute da Roma, ha sollecitato le autorità cinesi a rimuovere il divieto di importazione. Quanto al peso delle esportazioni italiane in Cina, Sessa ha comunque assicurato che si tratta di quantità "simboliche" e che l'Italia fornirà le necessarie garanzie sulla qualità dei prodotti italiani e in particolare della mozzarella di bufala campana, che essendo un prodotto Dop (Denominazione di origine protetta) risponde a specifiche regole di produzione approvate dall'Unione europea.
Dai 48 milioni di euro derivanti dalle vendite all'estero, pari al 16 per cento del fatturato del settore (che ammonta a 300 milioni di euro) non è semplice estrapolare la cifra in valore della mozzarella venduta in Cina anche perchè, come ha spiegato in una nota il Consorzio di Tutela della mozzarella di bufala campana Dop (che con l'ufficio agricoltura dell'Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese a Roma ha in corso da tempo una trattativa), "sia la mozzarella di bufala che tutti i formaggi freschi a pasta filata non riescono a superare la frontiera cinese a causa della quarantena di tre settimane imposta della autorità doganali". Queste restrizioni rendono, di fatto, difficili le esportazioni di prodotti freschi verso la Cina. La quarantena è imposta perchè si teme di importare un batterio, l'enterobacter sakazakii che, stando ai dati forniti dal Consorzio, non è presente nelle flore batteriche delle aree mediterranee. Intanto i controlli in corso sono definiti "necessari" per il responsabile del Centro di riferimento dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) Walter Pasini. "I controlli sulla totalità dei caseifici vanno benissimo - osserva Pasini - perchè il campione non è mai rappresentativo dell'universo e può riguardare una zona che non rispecchia la totalità della realtà produttiva". Ma dopo i controlli, secondo Pasini, bisogna capire da dove arriva la diossina che "non deve esserci nel latte nè negli altri alimenti". Alla luce di questi provvedimenti, secondo la Coldiretti, "ci sono tutte le condizioni per una seria iniziativa diplomatica che possa contrastare le decisioni assunte, sulla base delle importanti attività di controllo e certificazione effettuate, per limitare il danno provocato dal susseguirsi di dichiarazioni contradditorie che hanno creato confusione e incertezza tra i consumatori a livello nazionale d internazionale". Il sottosegretario alla Salute, Gian Paolo Patta, "la mozzarella è un prodotto sano e controllato".
fonte: ildenaro.it
In realtà, in Corea del Sud e in Giappone non c'è stato alcun bando per la mozzarella di bufala "made in Italy", ma soltanto la richiesta di chiarimenti. Chiarimenti che sono arrivati, come dimostra il via libera all'import. I prodotti fermi alla dogana sia in Corea del Sud che in Giappone, in particolare a Tokyo e a Osaka, non sono stati comunque oggetto di analisi che hanno rivelato la presenza di diossina.
L'allarme, come noto, è scattato dai casi di positività alla diossina riscontrati in alcuni campioni di latte e mozzarella di bufala prelevati in alcune aree della Campania. I valori di diossina riscontrati nel formaggio sono comunque molto bassi, ha subito assicurato Andrea Cozzolino, assessore alle Attività produttive della Regione Campania: infatti, "il tetto massimo della diossina è di 3 picogrammi per grammo di latte e sono stati trovati valori di 3,2-3,3 picogrammi", dunque di poco superiori al limite previsto dalle normative europee. Indici riscontrati nelle mozzarelle e nel latte presso 25 caseifici su centotrenta controllati. Tutte le ottantatre aziende agricole fornitrici dei 25 caseifici sono state rintracciate e sottoposte a sequestro cautelare per impedire qualsiasi rischio in attesa di conoscere gli esiti delle analisi che evidenzieranno la effettiva provenienza del latte risultato positivo all'esame della diossina. Invece prima l'autorità agricola e veterinaria di Singapore ha bloccato la vendita di mozzarella di bufala italiana e poi l'amministrazione generale della quarantena del Governo cinese che ha vietato le importazioni di mozzarella italiana e stabilito che tutti gli altri tipi di formaggio italiano devono essere sottoposti a test di laboratorio, prima di che sia consentito il loro ingresso in Cina. La diplomazia italiana è già all'opera e l'Ambasciatore d'Italia in Cina, Riccardo Sessa, su istruzioni ricevute da Roma, ha sollecitato le autorità cinesi a rimuovere il divieto di importazione. Quanto al peso delle esportazioni italiane in Cina, Sessa ha comunque assicurato che si tratta di quantità "simboliche" e che l'Italia fornirà le necessarie garanzie sulla qualità dei prodotti italiani e in particolare della mozzarella di bufala campana, che essendo un prodotto Dop (Denominazione di origine protetta) risponde a specifiche regole di produzione approvate dall'Unione europea.
Dai 48 milioni di euro derivanti dalle vendite all'estero, pari al 16 per cento del fatturato del settore (che ammonta a 300 milioni di euro) non è semplice estrapolare la cifra in valore della mozzarella venduta in Cina anche perchè, come ha spiegato in una nota il Consorzio di Tutela della mozzarella di bufala campana Dop (che con l'ufficio agricoltura dell'Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese a Roma ha in corso da tempo una trattativa), "sia la mozzarella di bufala che tutti i formaggi freschi a pasta filata non riescono a superare la frontiera cinese a causa della quarantena di tre settimane imposta della autorità doganali". Queste restrizioni rendono, di fatto, difficili le esportazioni di prodotti freschi verso la Cina. La quarantena è imposta perchè si teme di importare un batterio, l'enterobacter sakazakii che, stando ai dati forniti dal Consorzio, non è presente nelle flore batteriche delle aree mediterranee. Intanto i controlli in corso sono definiti "necessari" per il responsabile del Centro di riferimento dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) Walter Pasini. "I controlli sulla totalità dei caseifici vanno benissimo - osserva Pasini - perchè il campione non è mai rappresentativo dell'universo e può riguardare una zona che non rispecchia la totalità della realtà produttiva". Ma dopo i controlli, secondo Pasini, bisogna capire da dove arriva la diossina che "non deve esserci nel latte nè negli altri alimenti". Alla luce di questi provvedimenti, secondo la Coldiretti, "ci sono tutte le condizioni per una seria iniziativa diplomatica che possa contrastare le decisioni assunte, sulla base delle importanti attività di controllo e certificazione effettuate, per limitare il danno provocato dal susseguirsi di dichiarazioni contradditorie che hanno creato confusione e incertezza tra i consumatori a livello nazionale d internazionale". Il sottosegretario alla Salute, Gian Paolo Patta, "la mozzarella è un prodotto sano e controllato".
fonte: ildenaro.it
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martedì 15 aprile 2008
Le aziende campane rispondono all’allarme diossina ed agli effetti negativi dell’emergenza rifiuti.
La paura diffusasi tra i consumatori per i rischi connessi al recente allarme diossina riscontrato nella mozzarella di bufala nonché al rischio contaminazione dei terreni agricoli da parte di rifiuti tossci con la conseguente crisi nelle vendite del settore agroalimentare ha spinto alcuni imprenditori ad agire tempestivamente per scongiurare gli effetti di un ingiustificato boicottaggio nei confronti dei tanti prodotti tipici che rappresentano la vera ricchezza della regione.
E’ questo il caso di un’azienda del settore lattiero-caseareo che produce e commercializza BUFALAT, latte di bufala campana da bere, noto ai più accaniti salutisti per il suo elevato apporto di elementi nutritivi e per la sua elevata digeribilità. La “Fattori Garassi”, questo è il nome dell’azienda ha infatti deciso di rispondere in maniera decisa alla grave situazione venutasi a creare in seguito agli scandali emersi nell’ambito della cattiva gestione dei rifiuti in campania ed al più recente allarme diossina. L’azienda in questione, come molte altre del medesimo settore, ha accusato i colpi di un grave rallentamento nelle vendite del proprio latte, che viene distribuito in tutta Italia ed in alcuni paesi Europei a causa della paure diffusesi tra i consumatori. L’amministrazione della Fattoria Garassi ha così deciso di correre ai ripari lanciando una campagna di comunicazione a supporto dei propri prodotti. L’obiettivo, dice l’azienda, è dimostrare ai nostri clienti l’infondatezza delle loro paure, dovute principalmente alla campagna mediatica che in questi mesi, ha compromesso seriamente la nostra immagine e quella di una interia filiera produttiva. Per queste ragioni ci siamo rivolti ad un’agenzia di comunicazione per definire una strategia di risposta ad una situazione che se continuasse a perdurare avrebbe effetti devastanti anche sul piano occupazionale. La campagna pubblicitaria messa in atto dalla Fattoria Garassi sottolinea non solo la genuinità del proprio latte, BUFALAT, ma anche l’impegno che l’azienda agricola ha sempre profuso nella difesa dell’ambiente. L’azienda infatti ha ottenuto importanti certificazioni che attestano il rispetto di precisi standard nella produzione e trattamento dei rifiuti provenienti dal ciclo produttivo, come ad esempio l’impiego delle biomasse per la generazione di energia che poi viene impiegata per alimentare gli impianti, l’ottimizzazione del volume e della quantità degli imballaggi, l’uso di brick totalmente riciclabili e biodegradabili per la conservazione del latte di bufala.
E’ importante, ribadisce l’azienda, che siano innanzitutto gli imprenditori locali a dare dei chiari ed inequivocabili segnali del loro impegno e senso di responsabilità verso l’ambiente. Solo in questo modo, conclude, possiamo garantire ai nostri prodotti il rispetto e l’immagine che meritano.
Per chi volesse approfondire vi rinviamo al sito dell’azienda:
http://www.fattoriagarassi.com
E’ questo il caso di un’azienda del settore lattiero-caseareo che produce e commercializza BUFALAT, latte di bufala campana da bere, noto ai più accaniti salutisti per il suo elevato apporto di elementi nutritivi e per la sua elevata digeribilità. La “Fattori Garassi”, questo è il nome dell’azienda ha infatti deciso di rispondere in maniera decisa alla grave situazione venutasi a creare in seguito agli scandali emersi nell’ambito della cattiva gestione dei rifiuti in campania ed al più recente allarme diossina. L’azienda in questione, come molte altre del medesimo settore, ha accusato i colpi di un grave rallentamento nelle vendite del proprio latte, che viene distribuito in tutta Italia ed in alcuni paesi Europei a causa della paure diffusesi tra i consumatori. L’amministrazione della Fattoria Garassi ha così deciso di correre ai ripari lanciando una campagna di comunicazione a supporto dei propri prodotti. L’obiettivo, dice l’azienda, è dimostrare ai nostri clienti l’infondatezza delle loro paure, dovute principalmente alla campagna mediatica che in questi mesi, ha compromesso seriamente la nostra immagine e quella di una interia filiera produttiva. Per queste ragioni ci siamo rivolti ad un’agenzia di comunicazione per definire una strategia di risposta ad una situazione che se continuasse a perdurare avrebbe effetti devastanti anche sul piano occupazionale. La campagna pubblicitaria messa in atto dalla Fattoria Garassi sottolinea non solo la genuinità del proprio latte, BUFALAT, ma anche l’impegno che l’azienda agricola ha sempre profuso nella difesa dell’ambiente. L’azienda infatti ha ottenuto importanti certificazioni che attestano il rispetto di precisi standard nella produzione e trattamento dei rifiuti provenienti dal ciclo produttivo, come ad esempio l’impiego delle biomasse per la generazione di energia che poi viene impiegata per alimentare gli impianti, l’ottimizzazione del volume e della quantità degli imballaggi, l’uso di brick totalmente riciclabili e biodegradabili per la conservazione del latte di bufala.
E’ importante, ribadisce l’azienda, che siano innanzitutto gli imprenditori locali a dare dei chiari ed inequivocabili segnali del loro impegno e senso di responsabilità verso l’ambiente. Solo in questo modo, conclude, possiamo garantire ai nostri prodotti il rispetto e l’immagine che meritano.
Per chi volesse approfondire vi rinviamo al sito dell’azienda:
http://www.fattoriagarassi.com
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Allarme rientrato per mozzarella e Brunello
Mozzarelle di bufala con la diossina e l'affaire Brunello: attenzione altissima da subito ma poi piena consapevolezza che dai due prodotti così rappresentativi della cultura alimentare italiana "non viene alcun rischio". Sono rassicuranti le parole del commissario europeo all'agricoltura Mariann Fischer Boel, oggi a Firenze per il Pac's health check. L'allarme per mozzarelle e Brunello è stato "valutato e preso immediatamente in considerazione" , ha detto Fischer Boel che subito ha aggiunto: "attualmente non esiste alcun rischio per la salute dei cittadini, anche per la prontezza con la quale si è deciso di reagire a questi allarme in Italia".
Vero è che le settimane scorse, segnate dallo stop alle importazioni di mozzarelle di bufala campane e dall' affaire ancora non chiarissimo che ha toccato uno dei vini italiani più amati all' estero, l'eco della scossa al sistema agroalimentare italiano è arrivato fino a Bruxelles. Il coraggio e la capacità di mettersi in gioco degli italiani però vale un complimento della commissaria europea: "é un vero peccato che si verifichi che alcuni isolati casi di frode possano in qualche modo minare l'immagine e il prestigio dei prodotti italiani - ha detto Fischer Boel - È vero che queste vicende non sono positive ma potremmo vederne il lato buono: questi casi sono emersi perché l'Italia ha un sistema di controllo efficace che ha consentito di portare alla luce questi isolati casi. E questo porta quindi un' immagine positiva".
Il ministro Paolo De Castro, facendo eco alle parole della collega europea, ricorda a tutti che sotto questo profilo "il mondo ci guarda" ma l' efficienza dei controlli e "la sintonia con la commissione europea" ha smontato un caso pericolosissimo. Tanto che oggi i funzionari del ministero, dice De Castro, sono a Bruxelles e si cominciano a 'liberare' i primi allevamenti di bufale da latte. E non dimentica il ministro, la storia del Brunello, l'affaire che ha annichilito,
Mozzarella di bufala
anche se per poco tempo, una parte della produzione enologica toscana.
"Nessun pericolo di salute" ha ricordato ancora De Castro. In poche parole, è stata tutta una 'bufala', appunto. Ma le frodi "vanno severamente punite" dice il ministro ringraziando le forze di contrasto a frodi e mistificazioni. Per ultimo, un appello che, anche considerate le parole del commissario Fischer Boel, hanno più di un fondamento: "per favore ragazzi, non facciamoci male da soli". Ma a Firenze non si è parlato solo di Brunello e mozzarella: tema della giornata è stato anche il 'Manifesto', redatto dalle organizzazioni delle imprese agricole e dei sindacati di categoria dell' agricoltura, per verificare lo stato di salute della Politica agricola comune.
Un documento, spiegano in una nota congiunta Cia, Confagricoltura, Confagri, Confcooperative, Legacoop agroalimentare, Unci, Fai, Cgil Flai, Uila e Agci Agrital, che "traccia prima di tutto lo scenario" attuale e "senza reticenze per le innovazioni e i miglioramenti della Pac, si raccomanda, per lo meno fino al 2013, di procedere con la necessaria gradualità e solo dopo aver valutato gli effetti delle modifiche". Un programma condiviso anche da Federalimentare. In particolare il presidente Giandomenico Auricchio ha indicato che la Pac, "accanto all'obiettivo della qualità e a quello di corretti rapporti qualità-prezzo",deve puntare a riequilibrare l'incrocio tra domanda e offerta". Dal leader degli industriali é arrivato anche un chiaro monito all'Italia: "non dimenticare la questione delle materie prime".
fonte: lanuovaecologia.it
Vero è che le settimane scorse, segnate dallo stop alle importazioni di mozzarelle di bufala campane e dall' affaire ancora non chiarissimo che ha toccato uno dei vini italiani più amati all' estero, l'eco della scossa al sistema agroalimentare italiano è arrivato fino a Bruxelles. Il coraggio e la capacità di mettersi in gioco degli italiani però vale un complimento della commissaria europea: "é un vero peccato che si verifichi che alcuni isolati casi di frode possano in qualche modo minare l'immagine e il prestigio dei prodotti italiani - ha detto Fischer Boel - È vero che queste vicende non sono positive ma potremmo vederne il lato buono: questi casi sono emersi perché l'Italia ha un sistema di controllo efficace che ha consentito di portare alla luce questi isolati casi. E questo porta quindi un' immagine positiva".
Il ministro Paolo De Castro, facendo eco alle parole della collega europea, ricorda a tutti che sotto questo profilo "il mondo ci guarda" ma l' efficienza dei controlli e "la sintonia con la commissione europea" ha smontato un caso pericolosissimo. Tanto che oggi i funzionari del ministero, dice De Castro, sono a Bruxelles e si cominciano a 'liberare' i primi allevamenti di bufale da latte. E non dimentica il ministro, la storia del Brunello, l'affaire che ha annichilito,
Mozzarella di bufala
anche se per poco tempo, una parte della produzione enologica toscana.
"Nessun pericolo di salute" ha ricordato ancora De Castro. In poche parole, è stata tutta una 'bufala', appunto. Ma le frodi "vanno severamente punite" dice il ministro ringraziando le forze di contrasto a frodi e mistificazioni. Per ultimo, un appello che, anche considerate le parole del commissario Fischer Boel, hanno più di un fondamento: "per favore ragazzi, non facciamoci male da soli". Ma a Firenze non si è parlato solo di Brunello e mozzarella: tema della giornata è stato anche il 'Manifesto', redatto dalle organizzazioni delle imprese agricole e dei sindacati di categoria dell' agricoltura, per verificare lo stato di salute della Politica agricola comune.
Un documento, spiegano in una nota congiunta Cia, Confagricoltura, Confagri, Confcooperative, Legacoop agroalimentare, Unci, Fai, Cgil Flai, Uila e Agci Agrital, che "traccia prima di tutto lo scenario" attuale e "senza reticenze per le innovazioni e i miglioramenti della Pac, si raccomanda, per lo meno fino al 2013, di procedere con la necessaria gradualità e solo dopo aver valutato gli effetti delle modifiche". Un programma condiviso anche da Federalimentare. In particolare il presidente Giandomenico Auricchio ha indicato che la Pac, "accanto all'obiettivo della qualità e a quello di corretti rapporti qualità-prezzo",deve puntare a riequilibrare l'incrocio tra domanda e offerta". Dal leader degli industriali é arrivato anche un chiaro monito all'Italia: "non dimenticare la questione delle materie prime".
fonte: lanuovaecologia.it
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lunedì 14 aprile 2008
Mozzarella, test: 6 positive su 153
Turco: "L'Europa è soddisfatta"
Aumenta il bilancio dei campioni di latte prelevati nei caseifici campani risultati positivi alla diossina. Al primo test "incriminato" riscontrato, si sono aggiunti altri 5 risultati positivi sui 50 delle analisi che si riferiscono a caseifici di Napoli, Caserta e Avellino. In totale, quindi, si tratta di sei casi su 153 analizzati. "La Commissione Ue è soddisfatta degli esiti dei nostri controlli", afferma il ministro della Salute Livia Turco.
Il Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana Dop, anche considerando i livelli di diossina contenuti nel latte risultato contaminato, afferma invece: "Siamo tranquilli".
La positività riscontrata è "per un valore di poco superiore ai 2 picogrammi, valore-soglia che è stato abbassato rispetto al livello precedente, che era di 3 picogrammi", spiega il presidente del Consorzio Franco Consalvo, sottolineando come i campioni positivi siano relativi ad aziende del casertano già sequestrate e la cui produzione è stata bloccata.
"Finora siamo a sei casi positivi - ha aggiunto Consalvo - ma non sono stati riscontrati i livelli di 20-30 picogrammi di diossina che temevamo, siamo per questo tranquilli". "E' già stata sbloccata l'attività di 403 allevamenti - afferma Livia Turco, ministro della Salute - pari al 75% di quelli controllati. Gli altri restano sotto sequestro cautelativo per verificare l'effettiva presenza di diossina nei singoli allevamenti".
Dai dati forniti dal ministero della Salute, al momento sono stati esaminati 222 campioni sui 265 prelevati, riferiti al latte di 539 allevamenti sui 685 oggetto del programma di controllo. Mentre 403 allevamenti sono stati sbloccati, per gli altri 136 sono in corso ulteriori controlli. I nuovi esami serviranno a verificare in quale latte e in quale specifico allevamento c'è un problema di presenza di diossina fuori norma. Per i rimanenti 43 campioni di latte, le analisi sono ancora in corso.
"Registro con soddisfazione - dice Turco - che la Commissione e gli Stati membri della Ue hanno apprezzato il lavoro svolto dalle autorità sanitarie italiane e si sono dichiarate soddisfatte per le informazioni ricevute. Si è inoltre appreso che alcuni Stati membri stanno effettuando controlli autonomi sulla mozzarella di bufala importata, e i risultati finora ottenuti" non hanno rilevato problemi.
"Il mondo ci guarda - ha affermato Paolo De Castro, ministro delle Politiche agricole - e quindi l' efficienza del sistema dei controlli e la dinamica attraverso cui in perfetta sintonia stiamo procedendo con la Commissione, è motivo di soddisfazione".
Proprio Mariann Fisher Boel, commissario Ue per l'agricoltura, sulle questioni mozzarella di bufala e Brunello stamane a Firenze ha detto: "Attualmente non esiste alcun rischio per la salute dei cittadini, anche per la prontezza con la quale si è deciso di reagire a questi allarmi in Italia".
Sono intanto già stati individuati ed isolati nelle tre province di Napoli, Caserta e Avellino gli allevamenti a rischio diossina, per cui permane il sequestro cautelativo. Successive analisi identificheranno quali sono, di questi allevamenti, quelli effettivamente contaminati dalla sostanza tossica.
In ogni caso il latte di bufala in circolazione, proveniente dalle tre province, risulta in regola con le norme sulla diossina, così come tutti i derivati. A Benevento e Salerno, dove i prelievi sono in corso presso tutti i caseifici, si potranno commercializzare derivati del latte di bufala utilizzando solo il latte già controllato e risultato a norma.
fonte: Tgcom.mediaset.it
Aumenta il bilancio dei campioni di latte prelevati nei caseifici campani risultati positivi alla diossina. Al primo test "incriminato" riscontrato, si sono aggiunti altri 5 risultati positivi sui 50 delle analisi che si riferiscono a caseifici di Napoli, Caserta e Avellino. In totale, quindi, si tratta di sei casi su 153 analizzati. "La Commissione Ue è soddisfatta degli esiti dei nostri controlli", afferma il ministro della Salute Livia Turco.
Il Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana Dop, anche considerando i livelli di diossina contenuti nel latte risultato contaminato, afferma invece: "Siamo tranquilli".
La positività riscontrata è "per un valore di poco superiore ai 2 picogrammi, valore-soglia che è stato abbassato rispetto al livello precedente, che era di 3 picogrammi", spiega il presidente del Consorzio Franco Consalvo, sottolineando come i campioni positivi siano relativi ad aziende del casertano già sequestrate e la cui produzione è stata bloccata.
"Finora siamo a sei casi positivi - ha aggiunto Consalvo - ma non sono stati riscontrati i livelli di 20-30 picogrammi di diossina che temevamo, siamo per questo tranquilli". "E' già stata sbloccata l'attività di 403 allevamenti - afferma Livia Turco, ministro della Salute - pari al 75% di quelli controllati. Gli altri restano sotto sequestro cautelativo per verificare l'effettiva presenza di diossina nei singoli allevamenti".
Dai dati forniti dal ministero della Salute, al momento sono stati esaminati 222 campioni sui 265 prelevati, riferiti al latte di 539 allevamenti sui 685 oggetto del programma di controllo. Mentre 403 allevamenti sono stati sbloccati, per gli altri 136 sono in corso ulteriori controlli. I nuovi esami serviranno a verificare in quale latte e in quale specifico allevamento c'è un problema di presenza di diossina fuori norma. Per i rimanenti 43 campioni di latte, le analisi sono ancora in corso.
"Registro con soddisfazione - dice Turco - che la Commissione e gli Stati membri della Ue hanno apprezzato il lavoro svolto dalle autorità sanitarie italiane e si sono dichiarate soddisfatte per le informazioni ricevute. Si è inoltre appreso che alcuni Stati membri stanno effettuando controlli autonomi sulla mozzarella di bufala importata, e i risultati finora ottenuti" non hanno rilevato problemi.
"Il mondo ci guarda - ha affermato Paolo De Castro, ministro delle Politiche agricole - e quindi l' efficienza del sistema dei controlli e la dinamica attraverso cui in perfetta sintonia stiamo procedendo con la Commissione, è motivo di soddisfazione".
Proprio Mariann Fisher Boel, commissario Ue per l'agricoltura, sulle questioni mozzarella di bufala e Brunello stamane a Firenze ha detto: "Attualmente non esiste alcun rischio per la salute dei cittadini, anche per la prontezza con la quale si è deciso di reagire a questi allarmi in Italia".
Sono intanto già stati individuati ed isolati nelle tre province di Napoli, Caserta e Avellino gli allevamenti a rischio diossina, per cui permane il sequestro cautelativo. Successive analisi identificheranno quali sono, di questi allevamenti, quelli effettivamente contaminati dalla sostanza tossica.
In ogni caso il latte di bufala in circolazione, proveniente dalle tre province, risulta in regola con le norme sulla diossina, così come tutti i derivati. A Benevento e Salerno, dove i prelievi sono in corso presso tutti i caseifici, si potranno commercializzare derivati del latte di bufala utilizzando solo il latte già controllato e risultato a norma.
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venerdì 11 aprile 2008
Mozzarella di bufala: test negativi, ok 130 allevamenti
Possono tirare un sospiro di sollievo 130 allevamenti del napoletano, avellinese e casertano, sbloccati dopo i risultati dei test provenienti dal laboratorio Eurofin di Amburgo. Si tratta di 46 campioni (ad ognuno dei quali corrisponde, su un totale di 265, corrispondono 3 o 4 allevamenti fornitori di latte), tutti negativi.
Salgono a 63 i casi di campioni che hanno ricevuto il via libera dai laboratori tedeschi, mentre a ricevere lo stop sono stati finora 2 allevamenti (rilevata diossina per circa 5 picogrammi, la soglia è di 3 picogrammi per grammo di grasso).
I laboratori italiani italiani stanno analizzando i 77 campioni delle restanti province di Napoli e Avellino “Ad Amburgo ci mettono la metà del tempo e tutto costa un terzo. Perchè? Sono tedeschi...”, spiegano dalla Regione, “i risultati saranno pronti entro sabato”.
fonte: Excite.it
Salgono a 63 i casi di campioni che hanno ricevuto il via libera dai laboratori tedeschi, mentre a ricevere lo stop sono stati finora 2 allevamenti (rilevata diossina per circa 5 picogrammi, la soglia è di 3 picogrammi per grammo di grasso).
I laboratori italiani italiani stanno analizzando i 77 campioni delle restanti province di Napoli e Avellino “Ad Amburgo ci mettono la metà del tempo e tutto costa un terzo. Perchè? Sono tedeschi...”, spiegano dalla Regione, “i risultati saranno pronti entro sabato”.
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MOZZARELLA, PRODOTTI DERIVATI DAL LATTE DI BUFALA CAMPANA SONO IN REGOLA
ROMA - Tutti i prodotti derivati dal latte di bufala campana sono in regola con le norme sulla diossina.
Lo rende noto il ministero della Salute sottolineando che è in dirittura d'arrivo la prima fase dei controlli sul latte di bufala campano per verificare l'eventuale superamento degli indici di diossina nelle province di Napoli, Avellino e Caserta.
"In soli dieci giorni dall'avvio dei controlli - spiega il Ministero - il nostro sistema di controllo sulla sicurezza alimentare è riuscito a mettere in sicurezza una filiera alimentare complessa e articolata come quella della bufala campana".
Grazie a quest'operazione di controllo, che riguarda anche le due province di Benevento e Salerno e che completa le verifiche già effettuate nei mesi di febbraio e marzo, si sono ottenuti dunque quattro risultati. "L'isolamento degli allevamenti a rischio diossina con il loro sequestro cautelativo - chiarisce il Ministero - l'identificazione degli allevamenti che risulteranno effettivamente contaminati dalla diossina, la garanzia che tutto il latte di bufala campano in circolazione è ormai in regola con le norme sulla diossina, la certezza che tutti prodotti derivati dal latte di bufala campano sono in regola con le norme sulla diossina". Come spiega il Ministero infatti, sono stati prelevati campioni di latte di bufala in tutti i caseifici delle province di Napoli, Caserta e Avellino che non erano ancora stati controllati, e sono stati prelevati 265 campioni di latte. Nello stesso tempo, man mano che arrivano i risultati delle analisi, "si sta già provvedendo a risalire agli allevamenti fornitori del latte facenti parte del lotto trovato positivo ai test della diossina". Tali allevamenti, in attesa delle analisi di conferma della positività, "continuano quindi a rimanere sotto sequestro, in via cautelare, al fine di impedire la commercializzazione del latte a rischio di contaminazione in Campania o in qualsiasi altra località". Al termine di queste ulteriori verifiche, gli allevamenti effettivamente contaminati dalla diossina "saranno sottoposti a bonifica e non potranno riprendere la commercializzazione del loro latte fino a bonifica avvenuta, con risultati negativi stabili sul latte prodotto".
fonte: Ansa.it
Lo rende noto il ministero della Salute sottolineando che è in dirittura d'arrivo la prima fase dei controlli sul latte di bufala campano per verificare l'eventuale superamento degli indici di diossina nelle province di Napoli, Avellino e Caserta.
"In soli dieci giorni dall'avvio dei controlli - spiega il Ministero - il nostro sistema di controllo sulla sicurezza alimentare è riuscito a mettere in sicurezza una filiera alimentare complessa e articolata come quella della bufala campana".
Grazie a quest'operazione di controllo, che riguarda anche le due province di Benevento e Salerno e che completa le verifiche già effettuate nei mesi di febbraio e marzo, si sono ottenuti dunque quattro risultati. "L'isolamento degli allevamenti a rischio diossina con il loro sequestro cautelativo - chiarisce il Ministero - l'identificazione degli allevamenti che risulteranno effettivamente contaminati dalla diossina, la garanzia che tutto il latte di bufala campano in circolazione è ormai in regola con le norme sulla diossina, la certezza che tutti prodotti derivati dal latte di bufala campano sono in regola con le norme sulla diossina". Come spiega il Ministero infatti, sono stati prelevati campioni di latte di bufala in tutti i caseifici delle province di Napoli, Caserta e Avellino che non erano ancora stati controllati, e sono stati prelevati 265 campioni di latte. Nello stesso tempo, man mano che arrivano i risultati delle analisi, "si sta già provvedendo a risalire agli allevamenti fornitori del latte facenti parte del lotto trovato positivo ai test della diossina". Tali allevamenti, in attesa delle analisi di conferma della positività, "continuano quindi a rimanere sotto sequestro, in via cautelare, al fine di impedire la commercializzazione del latte a rischio di contaminazione in Campania o in qualsiasi altra località". Al termine di queste ulteriori verifiche, gli allevamenti effettivamente contaminati dalla diossina "saranno sottoposti a bonifica e non potranno riprendere la commercializzazione del loro latte fino a bonifica avvenuta, con risultati negativi stabili sul latte prodotto".
fonte: Ansa.it
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mercoledì 9 aprile 2008
Mozzarella: controlli nel salernitano. Stop cautelativo delle vendite
VALLO DELLA LUCANIA (Salerno) - A partire da domani controlli a tappeto in una trentina di caseifici bufalini del Salernitano, compresi tra la Piana del Sele e il Vallo di Diano, ambito di competenza dell´Asl Salerno 3: proibita, a scopo cautelare, la commercializzazione di mozzarella di bufala e prodotti derivati.
I controlli, gia´ effettuati nelle scorse settimane in provincia di Caserta, Avellino e Napoli, per scongiurare l´eventuale presenza di diossina nei prodotti lattiero-caseari bufalini, saranno condotti da una decina di veterinari dell´Asl Salerno 3, diretti dalla dottoressa Annamaria Rizzo, e coordinati dal responsabile del Dipartimento di Prevenzione dell´Asl, Giuseppe Fornino.
Ai controlli saranno presenti i carabinieri del Nas. In attesa dei risultati dei campioni prelevati, intanto, da domani sara´ proibita a scopo cautelare la commercializzazione di mozzarella di bufala e prodotti derivati. Lo stop dovrebbe durare tra i cinque e i sei giorni.
Il Direttore Generale dell´Asl Salerno 3, Donato Saracino, ha reso noto che seguira´ costantemente ogni fase dei controlli, mentre questa mattina i dirigenti della regione Campania e i veterinari dell´Asl Salerno 3 si sono incontrati presso il capoluogo partenopeo per fissare gli ultimi dettagli relativi ai controlli dei prossimi giorni.
fonte: metropolisweb.it
I controlli, gia´ effettuati nelle scorse settimane in provincia di Caserta, Avellino e Napoli, per scongiurare l´eventuale presenza di diossina nei prodotti lattiero-caseari bufalini, saranno condotti da una decina di veterinari dell´Asl Salerno 3, diretti dalla dottoressa Annamaria Rizzo, e coordinati dal responsabile del Dipartimento di Prevenzione dell´Asl, Giuseppe Fornino.
Ai controlli saranno presenti i carabinieri del Nas. In attesa dei risultati dei campioni prelevati, intanto, da domani sara´ proibita a scopo cautelare la commercializzazione di mozzarella di bufala e prodotti derivati. Lo stop dovrebbe durare tra i cinque e i sei giorni.
Il Direttore Generale dell´Asl Salerno 3, Donato Saracino, ha reso noto che seguira´ costantemente ogni fase dei controlli, mentre questa mattina i dirigenti della regione Campania e i veterinari dell´Asl Salerno 3 si sono incontrati presso il capoluogo partenopeo per fissare gli ultimi dettagli relativi ai controlli dei prossimi giorni.
fonte: metropolisweb.it
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Il rilancio della mozzarella passa anche attraverso la tv
Mentre la Corea ritira il divieto di importazione della mozzarella di bufala campana arrivano altre buone notizie per il comparto bufalino. I primi risultati della analisi condotte nei giorni scorsi dall’istituto zooprofilattico del Mezzogiorno sono rassicuranti. Su 265 campioni analizzati, 17 risultano negativi: nessuna presenza di diossina pericolosa. A giorni partiranno anche le analisi sui caseifici del salernitano. Intanto le iniziative a sostegno dell’ “oro bianco” continuano e tra queste, seppur indirettamente, può annoverarsi anche la promozione che di questo prodotto verrà effettuata durante la trasmissione televisiva “L’Italia a Tavola”, condotto da Alessandra Casella ed in onda alle12.30 da ieri e fino all’11 aprile su Alice TV, (canale 416 Sky, con replica nei prossimi giorni. La mozzarella di bufala sarà però uno solo dei tanti ingredienti e cibi che verranno preparati durante la trasmissione: li portano Luigi Balzano e Silvia Caroccia cuochi e fondatori del ristorante 'Re Franceschiello' di Capaccio. Mozzarella e carne di bufalo, ceci, cicerchie e grano, fichi e olio saranno protagonisti per una intera settimana . Cinque puntate tematiche che proporranno un ampio e saporito ventaglio di ricette tradizionali che Luigi e Silvia ripropongono alleggeriti nei condimenti, nelle forme e nella presentazione. Aprirà il ciclo Luigi che nella prima puntata prepara bocconi di bufalo con carciofi, un tortino di grano cotto e la zappetta di ceci con cipolla croccante; accanto a lui Aldo Luigi Bai, direttore del Consorzio Alba (Allevatori bufalini associati) che spiega le virtù di fettine, carpacci e soppersate bufaline. Il secondo giorno mestoli e padelle passano a Silvia che prepara il pane mozzarella occasione per Mimmo Raimondo, vice presidente del Consorzio di tutela della Mozzarella di Bufala Campana per ribadire il rigore e la qualità che caratterizzano la filiera produttiva della mozzarella. Nei giorni successivi i due chef si alterneranno ancora per esaltare il fico bianco, presentato nella puntata di mercoledì da Giuseppe di Fiore (presidente del Consorzio fico bianco del Cilento dop), in bottiglia cioè reso liquore mettendolo in infusione e senza distillarlo. Ma anche la matassa ceci e peperoni cruschi fritti, il baccalà fritto, la scarola imbottita, i cavatelli zucca e castagne. Su tutto l'olio dop del Cilento, protagonista della quarta puntata durante la quale sara' ospite Geppino D'Amico del relativo Consorzio di tutela e valorizzazione. Una scelta precisa, quella di Luigi e Silvia: presentare e far conoscere il cibo cilentano, sapori della tradizione e dei ricordi attraverso le materie prime tutelate dai consorzi che ne seguono e ne garantiscono una produzione di qualità. Unica eccezione l'azienda agricola Maida che con i suoi accattivanti e gustosi barattoli chiuderà la settimana. 08 / 04 / 2008
autore: Valentina Tafuri
fonte: ecodisalerno.com
autore: Valentina Tafuri
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Diossina, fra pochi giorni l'esito dei test
Negative le prime analisi. Il piano dei controlli messo a punto dal ministero della Salute su allevamenti e caseifici in Campania sta per scadere. Trenta gli allevamenti bufalini liberati ieri dal vincolo della commercializzazione del latte/ La Corea revoca il blocco
Il meccanismo a orologeria innescato dal piano dei controlli in due fasi, messo a punto dal ministero della Salute sugli allevamenti e caseifici della Campania per verificare la presenza di diossina nel latte sta per scadere. Trenta gli allevamenti bufalini liberati ieri dal vincolo della commercializzazione del latte, posto dallo stesso ministero per l'intera durata delle analisi, per i quali sono arrivati i risultati dei 17 campioni di latte prelevati nei giorni scorsi: tutti negativi alla diossina. Per i restanti risultati, ci sarà da aspettare domani, quando la Regione Campania comunicherà i dati ufficiali.
Secondo il presidente del Consorzio di tutela della Mozzarella di bufala Dop, "la stragrande maggioranza dei risultati non dovrebbe essere positiva alla diossina". Stragrande maggioranza non vuol dire totalità ma le certezze arriveranno solo domani e le precisazioni, invece, venerdì, nell'ambito di un incontro previsto al Ministero della Salute. Domani partiranno anche le analisi sui caseifici del salernitano. Come nel caso delle imprese del napoletano, dell'avellinese e del casertano, verrà bloccata la commercializzazione della mozzarella fatta con il latte proveniente dagli allevamenti sui quali sono in corso le analisi.
In questo modo sarà possibile, per i caseifici, non bloccare del tutto la produzione, anche se ci si troverà di fronte ad una carenza di latte. A ciò si è già provveduto nei giorni scorsi con l'autorizzazione, arrivata dal Csqa, a far entrare nella filiera di produzione i centri di raccolta del latte, uno a Salerno e due a Caserta. Per ora, l'Italia ha incassato il risultato positivo della riapertura del mercato sud coreano alla mozzarella di bufala, tranne che per i 25 caseifici posti sotto sequestro ma si tratta di un blocco che non avrà ripercussioni commerciali, secondo il ministro De Castro che si dice soddisfatto della riapertura, "perché questi 25 caseifici non hanno mai commercializzato i propri prodotti in Corea del Sud".
In base al piano ministeriale, entro metà aprile, i risultati delle analisi saranno messi a disposizione della Commissione Europea, insieme a quelli dei caseifici salernitani. A questo punto partirà la seconda fase del piano che prevede la realizzazione di una un'analisi epidemiologica per capire fin dove si è esteso il fenomeno e, una volta individuate le zone a rischio, si procederà a un controllo conoscitivo, senza blocco cautelare, su tutti gli allevamenti bovini ed ovi-caprini.
fonte: lanuovaecologia.it
Il meccanismo a orologeria innescato dal piano dei controlli in due fasi, messo a punto dal ministero della Salute sugli allevamenti e caseifici della Campania per verificare la presenza di diossina nel latte sta per scadere. Trenta gli allevamenti bufalini liberati ieri dal vincolo della commercializzazione del latte, posto dallo stesso ministero per l'intera durata delle analisi, per i quali sono arrivati i risultati dei 17 campioni di latte prelevati nei giorni scorsi: tutti negativi alla diossina. Per i restanti risultati, ci sarà da aspettare domani, quando la Regione Campania comunicherà i dati ufficiali.
Secondo il presidente del Consorzio di tutela della Mozzarella di bufala Dop, "la stragrande maggioranza dei risultati non dovrebbe essere positiva alla diossina". Stragrande maggioranza non vuol dire totalità ma le certezze arriveranno solo domani e le precisazioni, invece, venerdì, nell'ambito di un incontro previsto al Ministero della Salute. Domani partiranno anche le analisi sui caseifici del salernitano. Come nel caso delle imprese del napoletano, dell'avellinese e del casertano, verrà bloccata la commercializzazione della mozzarella fatta con il latte proveniente dagli allevamenti sui quali sono in corso le analisi.
In questo modo sarà possibile, per i caseifici, non bloccare del tutto la produzione, anche se ci si troverà di fronte ad una carenza di latte. A ciò si è già provveduto nei giorni scorsi con l'autorizzazione, arrivata dal Csqa, a far entrare nella filiera di produzione i centri di raccolta del latte, uno a Salerno e due a Caserta. Per ora, l'Italia ha incassato il risultato positivo della riapertura del mercato sud coreano alla mozzarella di bufala, tranne che per i 25 caseifici posti sotto sequestro ma si tratta di un blocco che non avrà ripercussioni commerciali, secondo il ministro De Castro che si dice soddisfatto della riapertura, "perché questi 25 caseifici non hanno mai commercializzato i propri prodotti in Corea del Sud".
In base al piano ministeriale, entro metà aprile, i risultati delle analisi saranno messi a disposizione della Commissione Europea, insieme a quelli dei caseifici salernitani. A questo punto partirà la seconda fase del piano che prevede la realizzazione di una un'analisi epidemiologica per capire fin dove si è esteso il fenomeno e, una volta individuate le zone a rischio, si procederà a un controllo conoscitivo, senza blocco cautelare, su tutti gli allevamenti bovini ed ovi-caprini.
fonte: lanuovaecologia.it
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martedì 8 aprile 2008
MOZZARELLA DI BUFALA: SEUL TOGLIE IL BLOCCO
SEUL - La Corea del Sud ha fatto pace con la mozzarella di bufala italiana, bandita da negozi e tavole a causa del problema diossina. Ad annunciare la notizia il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Paolo De Castro. Rimane, tuttavia, il divieto di importazione su 25 caseifici, quelli direttamente coinvolti dalla contaminazione. Il ministro ha aggiunto: "Accogliamo con soddisfazione la decisione. Il divieto che rimane non arreca alcun danno commerciale visto che i 25 caseifici non commercializzano i loro prodotti in Corea del Sud". De Castro ha voluto ringraziare, "per l'ottimo lavoro di squadra", l'ambasciatore italiano a Seul, Massimo Andrea Leggeri, che ha incontrato a Roma il collega di Seul Kim Joong-Iae.
fonte: primapress.it
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Mozzarella di bufala, la Corea del Sud revoca il blocco delle importazioni
ROMA (8 aprile) - La Corea del Sud ha revocato il divieto di importazione e commercializzazione della mozzarella di bufala italiana. Lo ha riferito il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Paolo De Castro. Le autorità coreane manterranno un divieto di importazione sui prodotti provenienti dai 25 caseifici nei quali sono stati trovati tracce di diossina superiori alla soglia consentita.
Il divieto. La Corea del Sud aveva comunicato il 24 marzo scorso di aver proibito l'importazione di mozzarelle di bufala italiane dopo aver registrato, nell'analisi di alcuni campioni, una contaminazione da diossina. «Accogliamo con soddisfazione la decisione di riaprire il mercato alla nostra mozzarella di bufala campana - ha commentato il ministro De Castro -. Si tratta tuttavia di un divieto di importazioni che non implica danni commerciali di alcuna portata, non avendo questi 25 caseifici mai commercializzato i propri prodotti in Corea del Sud».
fonte: ilmessaggero.it
Il divieto. La Corea del Sud aveva comunicato il 24 marzo scorso di aver proibito l'importazione di mozzarelle di bufala italiane dopo aver registrato, nell'analisi di alcuni campioni, una contaminazione da diossina. «Accogliamo con soddisfazione la decisione di riaprire il mercato alla nostra mozzarella di bufala campana - ha commentato il ministro De Castro -. Si tratta tuttavia di un divieto di importazioni che non implica danni commerciali di alcuna portata, non avendo questi 25 caseifici mai commercializzato i propri prodotti in Corea del Sud».
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lunedì 7 aprile 2008
Mozzarella di bufala, lettera aperta agli operatori
I Ministri De Castro e Turco, insieme all’Assessore campano Cozzolino si rivolgono agli allevatori e ai caseifici, coinvolti nel piano dei controlli sulla diossina nel latte di bufala, confidando "nel senso di responsabilità delle imprese e delle associazioni per gestire con la massima attenzione e celerità lo svolgimento dei controlli necessari per il rispetto degli impegni comunitari e quindi mantenere la possibilità di attivare gli strumenti di intervento compensativo dei danni”.
Nella dichiarazione si legge: "Il programma di controllo definito con la Commissione Europea consente margini di flessibilità sufficienti a dare continuità operativa alla filiera, coerentemente ai tempi ristretti necessari all’ottenimento dei risultati dei controlli ed alla successiva regolarizzazione delle condizioni di mercato. Il prodotto sottoposto a controllo, e in momentanea sospensione della commercializzazione, può essere comunque lavorato e/o stoccato seguendo precisi criteri di rintracciabilità. Per tale ragione non vi sono motivi legati direttamente al piano dei controlli che impediscano il ritiro del prodotto degli allevamenti soggetti al controllo durante i giorni di attesa dei responsi analitici. Contemporaneamente, rimane possibile assicurare la continuità operativa degli impianti attraverso l’utilizzo del latte proveniente da aree ed allevamenti non soggetti ai controlli o per i quali sia già stato ottenuto il riscontro analitico favorevole".
I due ministri e l'assessore confidano, pertanto, che "la collaborazione stretta tra gli operatori economici della filiera, tra caseifici e tra caseifici e allevatori, nelle differenti province di produzione, permetterà di gestire senza eccessivi traumi questo piano straordinario e di arrivare in tempi rapidissimi a mettere luce sulla situazione reale e ripristinare le condizioni di fiducia nei consumatori e di regolarità nel mercato".
In relazione agli impatti economici diretti che tali interventi avranno sulle imprese coinvolte, alla luce dell’avvio operativo dei controlli, la prossima settimana si terrà un incontro tecnico presso il Ministero delle Politiche agricole e forestali per avviare adeguati strumenti, compatibili alle regole comunitarie, per le compensazioni alle imprese e per la promozione ed il rilancio dei consumi.
fonte: teatronaturale.it
Nella dichiarazione si legge: "Il programma di controllo definito con la Commissione Europea consente margini di flessibilità sufficienti a dare continuità operativa alla filiera, coerentemente ai tempi ristretti necessari all’ottenimento dei risultati dei controlli ed alla successiva regolarizzazione delle condizioni di mercato. Il prodotto sottoposto a controllo, e in momentanea sospensione della commercializzazione, può essere comunque lavorato e/o stoccato seguendo precisi criteri di rintracciabilità. Per tale ragione non vi sono motivi legati direttamente al piano dei controlli che impediscano il ritiro del prodotto degli allevamenti soggetti al controllo durante i giorni di attesa dei responsi analitici. Contemporaneamente, rimane possibile assicurare la continuità operativa degli impianti attraverso l’utilizzo del latte proveniente da aree ed allevamenti non soggetti ai controlli o per i quali sia già stato ottenuto il riscontro analitico favorevole".
I due ministri e l'assessore confidano, pertanto, che "la collaborazione stretta tra gli operatori economici della filiera, tra caseifici e tra caseifici e allevatori, nelle differenti province di produzione, permetterà di gestire senza eccessivi traumi questo piano straordinario e di arrivare in tempi rapidissimi a mettere luce sulla situazione reale e ripristinare le condizioni di fiducia nei consumatori e di regolarità nel mercato".
In relazione agli impatti economici diretti che tali interventi avranno sulle imprese coinvolte, alla luce dell’avvio operativo dei controlli, la prossima settimana si terrà un incontro tecnico presso il Ministero delle Politiche agricole e forestali per avviare adeguati strumenti, compatibili alle regole comunitarie, per le compensazioni alle imprese e per la promozione ed il rilancio dei consumi.
fonte: teatronaturale.it
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Il Sud dopo la monnezzarella
Con il rischio che la questione “monnezzarella” pregiudicasse le ambizioni di Milano ad ospitare l’Expo 2015 e potesse rappresentare, per la Cina ed altri paesi, un facile argomento protezionista ai danni della nostra produzione alimentare, abbiamo giustamente levato gli scudi (con tanto di sostegno papale) in difesa di un autentico capolavoro italiano. Ma abbiamo forse perso di vista un dato: che la contaminazione da diossina del latte di certe bufale non era certo una bufala. E’ accaduto davvero. Chi scrive è nato e cresciuto in provincia di Salerno (una delle aree più “mozzarellare” della Campania) e se ne guarderebbe bene dal generalizzare. Ma in 83 allevamenti la monnezza ha contaminato la mozzarella. Son pochissimi, ma sono tanti. Non c’è rassicurazione ministeriale che tenga: in un Paese in cui la mucca pazza inglese e l’aviaria asiatica determinarono vere psicosi collettive, come non comprendere la diffidenza con la quale i consumatori stranieri (e non solo) guarderanno alla mozzarella campana? Al di là delle reali conseguenze, la vicenda in sé rappresenta la cifra del livello di degrado sociale, culturale, economico e istituzionale cui è giunta la Campania.
Con l’aggravante che non tutti, nel mondo, distinguono tra nord e sud della penisola. Le responsabilità di una parte del Paese si riversano drammaticamente su tutto il resto.
Napoli, la Campania e - per ragioni diverse dalla monezza ma non meno gravi - una parte consistente del Sud non sono un freno allo sviluppo del paese: sono ormai un cancro. Non c’è sussidio pubblico, contributo europeo, credito d’imposta che possa curare la malattia: il Mezzogiorno necessita di interventi straordinari di tutela della legalità e dell’ordine pubblico, ai quali si deve accompagnare una massiccia iniezione di libertà economica, la riduzione del peso della politica nella società e un consistente ridimensionamento dell’area dell’assistenza pubblica, il miglioramento del livello qualitativo dell’istruzione e della formazione. Ci vogliono più Legge ma meno leggi, meno intermediazione politica e meno stato sociale, meno dipendenti e para-dipendenti pubblici, più poliziotti in strada, scuole migliori. Mai più lo Stato ripiani il debito sanitario delle regioni inefficienti, mai più riconosca contributi a pioggia, mai più inviti altre regioni ad accogliere i rifiuti campani.
Non è un appello all’egoismo: solo un Meridione “abbandonato” a sé stesso e alle proprie responsabilità può avere qualche chance di rinascita. In caso contrario, nulla ci assicura che il razzismo anti-meridionale e gli istinti secessionisti riprendano vigore.
Ordine e istruzione anziché assistenza. Quanto avrebbe fruttato, in termini di legalità, investire svariati miliardi di euro in politiche di contrasto del malaffare e della criminalità anziché saldare il conto sanitario a Sicilia e Campania? E quanto frutterebbe usare le risorse, oggi sprecate per “occupare” 17mila guardie ambientali calabresi, per interventi di formazione di giovani lavoratori?
Il prossimo governo “offra” ai cittadini meridionali – ma, in realtà, a tutto il paese – questo scambio vantaggioso. In più, lanci al mondo un potente messaggio: chi investe al Sud, non paga tassa (si veda, a tal proposito, la sezione del Manuale delle Riforme dell’Istituto Bruno Leoni curata da scrive). In termini finanziari, non costerebbe moltissimo: il gettito Ires proveniente da tutte le regioni meridionali, comprese Abruzzo e Molise, è inferiore a 4 miliardi di euro. Molte di queste risorse potrebbero essere compensate dall’abolizione di contributi e trattamenti di maggior favore fiscale.
Lo Stato rinunci alle tasse sulle imprese del Sud, in cambio abbandoni gli interventi di microgestione e la pretesa di un rilancio “assistito” del Sud. Misure di poco conto? Se i lettori dell’Economist o del Wall Street Journal leggessero “Southern Italy: no corporate tax”, forse dimenticherebbero i cumuli di immondizia e la mozzarella alla diossina.
fonte:epistemes.org
Con l’aggravante che non tutti, nel mondo, distinguono tra nord e sud della penisola. Le responsabilità di una parte del Paese si riversano drammaticamente su tutto il resto.
Napoli, la Campania e - per ragioni diverse dalla monezza ma non meno gravi - una parte consistente del Sud non sono un freno allo sviluppo del paese: sono ormai un cancro. Non c’è sussidio pubblico, contributo europeo, credito d’imposta che possa curare la malattia: il Mezzogiorno necessita di interventi straordinari di tutela della legalità e dell’ordine pubblico, ai quali si deve accompagnare una massiccia iniezione di libertà economica, la riduzione del peso della politica nella società e un consistente ridimensionamento dell’area dell’assistenza pubblica, il miglioramento del livello qualitativo dell’istruzione e della formazione. Ci vogliono più Legge ma meno leggi, meno intermediazione politica e meno stato sociale, meno dipendenti e para-dipendenti pubblici, più poliziotti in strada, scuole migliori. Mai più lo Stato ripiani il debito sanitario delle regioni inefficienti, mai più riconosca contributi a pioggia, mai più inviti altre regioni ad accogliere i rifiuti campani.
Non è un appello all’egoismo: solo un Meridione “abbandonato” a sé stesso e alle proprie responsabilità può avere qualche chance di rinascita. In caso contrario, nulla ci assicura che il razzismo anti-meridionale e gli istinti secessionisti riprendano vigore.
Ordine e istruzione anziché assistenza. Quanto avrebbe fruttato, in termini di legalità, investire svariati miliardi di euro in politiche di contrasto del malaffare e della criminalità anziché saldare il conto sanitario a Sicilia e Campania? E quanto frutterebbe usare le risorse, oggi sprecate per “occupare” 17mila guardie ambientali calabresi, per interventi di formazione di giovani lavoratori?
Il prossimo governo “offra” ai cittadini meridionali – ma, in realtà, a tutto il paese – questo scambio vantaggioso. In più, lanci al mondo un potente messaggio: chi investe al Sud, non paga tassa (si veda, a tal proposito, la sezione del Manuale delle Riforme dell’Istituto Bruno Leoni curata da scrive). In termini finanziari, non costerebbe moltissimo: il gettito Ires proveniente da tutte le regioni meridionali, comprese Abruzzo e Molise, è inferiore a 4 miliardi di euro. Molte di queste risorse potrebbero essere compensate dall’abolizione di contributi e trattamenti di maggior favore fiscale.
Lo Stato rinunci alle tasse sulle imprese del Sud, in cambio abbandoni gli interventi di microgestione e la pretesa di un rilancio “assistito” del Sud. Misure di poco conto? Se i lettori dell’Economist o del Wall Street Journal leggessero “Southern Italy: no corporate tax”, forse dimenticherebbero i cumuli di immondizia e la mozzarella alla diossina.
fonte:epistemes.org
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sabato 5 aprile 2008
Dalla mozzarella alla diossina al rilancio del lattiero - casearo
Fondi (04/04/2008) - Il Circolo Cittadino di Fondi del Partito Democratico ha organizzato una
CONFERENZA PUBBLICA SUL TEMA:
DALLA MOZZARELLA ALLA "DIOSSINA" AL RILANCIO DEL PRODUZIONE LATTIERO-CASEARIA REGIONALE
L'incontro si svolgerà Sabato 5 aprile, con inizio alle ore 11,00, presso l'Albergo dei Fiori in Via V. Vacca nr. 19
Sono invitati a partecipare:
On.le Maria Teresa Amici, Candidata alla Camera dei Deputati
On.le Domenico Di Resta, Consigliere regionale, Presidente Commissione Attività produttive
Massino Di Fazio, Capogruppo al Consiglio comunale, Candidato al Senato
Bruno Fiore, Coordinatore Partito Democratico
Dott.ssa Centra Anna Rosa, Responsabile Servizi Veterinari ASL LT5
I rappresentanti delle aziende lattiero-casearie di Fondi
I rappresentanti delle aziende di allevamento bufalino del comprensorio
Il calo dei consumi di mozzarella di bufala, dovuto alle allarmistiche notizie riguardanti il presunto rilevamento di tracce di diossina in alcuni quantitativi di prodotto, rischia di dare un duro colpo alla zootecnia provinciale già in difficoltà per le note vicende riguardanti due tra i più importanti caseifici esistenti sul territorio, Pettinicchio e Cisternino.
La vicenda delle quote latte ha, negli anni scorsi, ridimensionato di molto il patrimonio zootecnico della nostra provincia; le difficoltà derivanti dall'applicazione delle norme comunitarie, che impedivano di fatto uno sviluppo economicamente compatibile, ha indotto una gran parte degli allevatori a vendere le proprie quote di produzione ad aziende del nord e chiudere quindi le stalle con gravi ripercussioni sia sul piano economico che occupazionale.
Una parziale ma importante risposta è venuta dalla riconversione di molti allevamenti bovini in allevamenti bufalini e dalla nascita di nuovi insediamenti di bufale che, non essendo soggetti a contingentamento, si sono sviluppati e ci hanno portato ad essere una delle realtà emergenti nel panorama nazionale. Con quasi 31 mila capi in lattazione e con una produzione annua di circa 650.000 q.li di latte e decine di caseifici, di cui molti aziendali, questo settore rappresenta ormai una realtà da incentivare e su cui puntare per il futuro.
La mozzarella di bufala rappresenta un prodotto sano e di qualità che fa ormai parte della tradizione gastronomica e della stessa identità territoriale della nostra realtà produttiva.
Occorre far conoscere all'opinione pubblica come i controlli nel campo siano estremamente rigorosi, lo dimostra il fatto che le verifiche sono costanti e portano anche al sequestro di prodotto non rispondente alle norme sanitarie e di qualità, e che, fermo restante che chi sbaglia deve pagare, non si può penalizzare un'intera categoria che lavora e produce nel rispetto della legge.
E' indispensabile evitare che si propaghi questo allarmismo che porterebbe ad accentuare ciò che già sta avvenendo cioè una riduzione sensibile dei consumi anche sul mercato interno oltre che sul fronte delle esportazioni.
Auspichiamo infine che si possa attivare una campagna informativa rivolta ai consumatori, che debbono essere garantiti e rassicurati, in cui si chiarisca come il fenomeno sia sotto controllo e che il prodotto che arriva sui mercati è sicuro perché sottoposto a controlli sempre più attenti.
fonte: provincialatina.tv
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DALLA MOZZARELLA ALLA "DIOSSINA" AL RILANCIO DEL PRODUZIONE LATTIERO-CASEARIA REGIONALE
L'incontro si svolgerà Sabato 5 aprile, con inizio alle ore 11,00, presso l'Albergo dei Fiori in Via V. Vacca nr. 19
Sono invitati a partecipare:
On.le Maria Teresa Amici, Candidata alla Camera dei Deputati
On.le Domenico Di Resta, Consigliere regionale, Presidente Commissione Attività produttive
Massino Di Fazio, Capogruppo al Consiglio comunale, Candidato al Senato
Bruno Fiore, Coordinatore Partito Democratico
Dott.ssa Centra Anna Rosa, Responsabile Servizi Veterinari ASL LT5
I rappresentanti delle aziende lattiero-casearie di Fondi
I rappresentanti delle aziende di allevamento bufalino del comprensorio
Il calo dei consumi di mozzarella di bufala, dovuto alle allarmistiche notizie riguardanti il presunto rilevamento di tracce di diossina in alcuni quantitativi di prodotto, rischia di dare un duro colpo alla zootecnia provinciale già in difficoltà per le note vicende riguardanti due tra i più importanti caseifici esistenti sul territorio, Pettinicchio e Cisternino.
La vicenda delle quote latte ha, negli anni scorsi, ridimensionato di molto il patrimonio zootecnico della nostra provincia; le difficoltà derivanti dall'applicazione delle norme comunitarie, che impedivano di fatto uno sviluppo economicamente compatibile, ha indotto una gran parte degli allevatori a vendere le proprie quote di produzione ad aziende del nord e chiudere quindi le stalle con gravi ripercussioni sia sul piano economico che occupazionale.
Una parziale ma importante risposta è venuta dalla riconversione di molti allevamenti bovini in allevamenti bufalini e dalla nascita di nuovi insediamenti di bufale che, non essendo soggetti a contingentamento, si sono sviluppati e ci hanno portato ad essere una delle realtà emergenti nel panorama nazionale. Con quasi 31 mila capi in lattazione e con una produzione annua di circa 650.000 q.li di latte e decine di caseifici, di cui molti aziendali, questo settore rappresenta ormai una realtà da incentivare e su cui puntare per il futuro.
La mozzarella di bufala rappresenta un prodotto sano e di qualità che fa ormai parte della tradizione gastronomica e della stessa identità territoriale della nostra realtà produttiva.
Occorre far conoscere all'opinione pubblica come i controlli nel campo siano estremamente rigorosi, lo dimostra il fatto che le verifiche sono costanti e portano anche al sequestro di prodotto non rispondente alle norme sanitarie e di qualità, e che, fermo restante che chi sbaglia deve pagare, non si può penalizzare un'intera categoria che lavora e produce nel rispetto della legge.
E' indispensabile evitare che si propaghi questo allarmismo che porterebbe ad accentuare ciò che già sta avvenendo cioè una riduzione sensibile dei consumi anche sul mercato interno oltre che sul fronte delle esportazioni.
Auspichiamo infine che si possa attivare una campagna informativa rivolta ai consumatori, che debbono essere garantiti e rassicurati, in cui si chiarisca come il fenomeno sia sotto controllo e che il prodotto che arriva sui mercati è sicuro perché sottoposto a controlli sempre più attenti.
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