TOKYO - Dopo la Corea anche il Giappone ha sospeso le importazioni della mozzarella di bufala dall'Italia. Kitpei Baba, alto funzionario del ministero della Sanità, ha spiegato che l'ordine di "sospensione delle importazioni varrà finchè non avremo ottenuto informazioni più accurate". Seul come Tokyo teme che i caseifici usino latte contaminato dalla diossina sviluppata durante i roghi dell'immondizia abbandonata per le strade della Campania.
Il ministero per Politiche agricole ha convocato stamane una riunione per discutere della crisi del settore. E mentre l'Unione europea chiede chiarimenti urgenti ("Entro due giorni la Commissione europea aspetta una risposta dall'Italia sulla presunta presenza di diossina negli alimenti originari della Campania" annuncia il commissario Ue alla Salute, Markos Kyprianou), il mercato crolla.
I produttori del Consorzio mozzarella campana dop parlano di cali delle vendite del 35 per cento in due mesi, con picchi del 60 per cento negli ultimi giorni. L'export della mozzarella di bufala campana Dop vale 48 milioni di euro, il 16 per del totale che conta su un giro d'affari di circa 300 milioni di euro.
I carabinieri del Nucleo antisofisticazione e dell'Operativo ecologico hanno aperto un'indagine sulla presunta contaminazione da diossina che coinvolge tuttora più di 200 aziende, allevamenti e caseifici (50 allevamenti di bufale in provincia di Caserta sono stati sequestrati e 80 caseifici sono sotto inchiesta).
Alla Dogana giapponese di Tokyo sono ferme alcune migliaia di chili di mozzarelle provenienti dalla Campania e da alcune aziende del Nord Italia. Il presidente del consorzio tutela dela mozzarella Dop - denominazione di oerigne protetta - Franco Consalvo, invita "alla calma". Anche il ministro all'Agricoltura Paolo De Castro parla di "allarme eccessivo": "Il Giappone ci ha chiesto una lista di aziende a rischio. Stiamo facendo in nostri controlli, ma criminalizzare l'intera filiera è sbagliato".
fonte: Repubblica.it
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mercoledì 26 marzo 2008
martedì 25 marzo 2008
La Corea del Sud blocca l'importazione di mozzarella di bufala
La Corea del Sud non vuole più la mozzarella di bufala. Dopo l'emergenza rifiuti di Napoli e l'allarme diossina che ne è scaturito il Paese asiatico ha deciso di bloccare le importazioni del famoso alimento campano.
Un portavoce del ministero dell'agricoltura ha reso noto che le importazioni di mozzarella sono state interrotte nel weekend e che "il paese condurrà ora propri test per verificare l'eventuale contaminazione. Non appena avremo identificato il produttore e il periodo di produzione potremo restringere il bando".
Secondo Aldo Grasselli, presidente della Società italiana di medicina veterinaria preventiva, in questo momento in Italia c'è un'attentissima vigilanza e una quantità di controlli tale da consentire di dire che i servizi veterinari permettono l'immissione sul mercato solo di mozzarelle controllate. "Possiamo ritenerci tranquilli da questo punto di vista - ha sottolineato Grasselli - più i controlli sono attenti più ci consentono di eliminare dal mercato prodotti che presentano anche la minima ombra di dubbio". Sulla questione è intervenuta anche la Coldiretti secondo la quale la contaminazione riguarderebbe solo un'esigua parte della produzione. La scorsa settimana, inoltre, la polizia di Napoli ha detto di stare indagando per capire se il latte di alcuni allevamenti di bufale sia contaminato dalla diossina.
Di altro avviso il professor Silvio Garattini, direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri. "La decisione della Corea del Sud di mettere al bando la mozzarella di bufala per il timore della contaminazione della diossina - ha affermato Garattini - è saggia e logica e credo che l'Italia debba fare i giusti controlli per vedere se è ancora il caso di mettere questo alimento a disposizione della gente". Secondo quanto spiegato dal professore "la diossina è una sostanza inquinante cancerogena che si deposita nei grassi per questo motivo una volta assunta dall'organismo è difficilissimo eliminarla perché non è idrosolubile. La presenza di diossina riscontrata nel latte e nella mozzarella proveniente da alcuni allevamenti campani probabilmente è legata ai tanti roghi di immondizia che da settimane si susseguono nella regione ad opera dei cittadini esasperati dalla situazione di emergenza rifiuti. La diossina si deposita sull'erba e, quindi, viene assunta dalle mucche per via orale. Una volta entrata in circolo si deposita nel tessuto adiposo e viene eliminata nel latte. Questa sostanza infatti si deposita proprio nei grassi di cui è ricco il latte. E quindi nei prodotti derivati quali la mozzarella". Per Garattini la decisione presa dalla Corea del Sud dovrebbe essere valutata anche da altri Paesi. "Non vedo perché si debba rischiare inutilmente di esporci alla diossina - ha detto il professore - prima si facciano i controlli e poi, eventualmente, si dia il via libera alla vendita di mozzarella di bufala e degli altri derivati a rischio".
Un portavoce del ministero dell'agricoltura ha reso noto che le importazioni di mozzarella sono state interrotte nel weekend e che "il paese condurrà ora propri test per verificare l'eventuale contaminazione. Non appena avremo identificato il produttore e il periodo di produzione potremo restringere il bando".
Secondo Aldo Grasselli, presidente della Società italiana di medicina veterinaria preventiva, in questo momento in Italia c'è un'attentissima vigilanza e una quantità di controlli tale da consentire di dire che i servizi veterinari permettono l'immissione sul mercato solo di mozzarelle controllate. "Possiamo ritenerci tranquilli da questo punto di vista - ha sottolineato Grasselli - più i controlli sono attenti più ci consentono di eliminare dal mercato prodotti che presentano anche la minima ombra di dubbio". Sulla questione è intervenuta anche la Coldiretti secondo la quale la contaminazione riguarderebbe solo un'esigua parte della produzione. La scorsa settimana, inoltre, la polizia di Napoli ha detto di stare indagando per capire se il latte di alcuni allevamenti di bufale sia contaminato dalla diossina.
Di altro avviso il professor Silvio Garattini, direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri. "La decisione della Corea del Sud di mettere al bando la mozzarella di bufala per il timore della contaminazione della diossina - ha affermato Garattini - è saggia e logica e credo che l'Italia debba fare i giusti controlli per vedere se è ancora il caso di mettere questo alimento a disposizione della gente". Secondo quanto spiegato dal professore "la diossina è una sostanza inquinante cancerogena che si deposita nei grassi per questo motivo una volta assunta dall'organismo è difficilissimo eliminarla perché non è idrosolubile. La presenza di diossina riscontrata nel latte e nella mozzarella proveniente da alcuni allevamenti campani probabilmente è legata ai tanti roghi di immondizia che da settimane si susseguono nella regione ad opera dei cittadini esasperati dalla situazione di emergenza rifiuti. La diossina si deposita sull'erba e, quindi, viene assunta dalle mucche per via orale. Una volta entrata in circolo si deposita nel tessuto adiposo e viene eliminata nel latte. Questa sostanza infatti si deposita proprio nei grassi di cui è ricco il latte. E quindi nei prodotti derivati quali la mozzarella". Per Garattini la decisione presa dalla Corea del Sud dovrebbe essere valutata anche da altri Paesi. "Non vedo perché si debba rischiare inutilmente di esporci alla diossina - ha detto il professore - prima si facciano i controlli e poi, eventualmente, si dia il via libera alla vendita di mozzarella di bufala e degli altri derivati a rischio".
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