mercoledì 2 aprile 2008

Mozzarella di bufala: bloccare la schizofrenia non il latte

Un blocco che sarebbe realmente utile è quello alla schizofrenia con cui è stata gestita a livello istituzionale la vicenda con il susseguirsi di notizie che cambiano dalla sera alla mattina alimentando allarmismo tra i consumatori e disorientamento tra gli allevatori.

E quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel chiedere chiarezza sul piano di controllo straordinario, proposto dal Ministero della Salute insieme a quello delle Politiche Agricole, in riferimento ai tempi, agli effetti e sopratutto alle modalità di indennizzo.

Dalla prima scoperta della presenza di alcuni casi di diossina alle limitazioni alle esportazioni imposte dai diversi Paesi fino ai negoziati con l’Unione Europea e al piano di controllo, è stata - ha precisato Marini - una escalation di notizie forvianti e contraddittorie che stanno mettendo a rischio un settore strategico dell’agroalimentare e con esso l’intera immagine del Made in Italy.

I danni provocati alla confusione e dalla incertezza ci sembra prescindano - ha concluso il presidente della Coldiretti - dalla dimensione dei fatti reali.

fonte: newsfood.it

Consumatori:mozzarelle, come riconoscere la bufala

Non tutti i formaggi sono uguali e spesso occorre districarsi nell'univesro dei freschi. Ecco qualche consiglio dell'Unione nazionale consumatori. Al di là della mozzarella tradizionale infatti, una specialità garantita che ha ottenuto l’attestazione dell’Unione europea ed è fatta solo con latte di vacca, ci sono almeno altri tre tipi di mozzarelle: quella di bufala campana, diversa da quella "di latte di bufala" e da quella "con latte di bufala". La prima ha ottenuto la qualifica europea Dop, deve essere prodotta solo con il latte delle bufale di alcune zone della Campania e del basso Lazio e nel simbolo riporta la testa del bovino in questione. La mozzarella "di latte di bufala" invece è ricavata da animali che pascolano anche in altre zone d’Italia. La mozzarella "con latte di bufala" infine è ottenuta da latte di vacca e di bufala in diverse percentuali che devono essere specificate. La sua etichetta però non è ancora stata definita.

fonte: intrage.it

Ribadita la sicurezza del latte di bufala

Il Ministro della salute Livia Turco ed il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Paolo De Castro hanno incontrato oggi le associazioni dei produttori e degli utilizzatori di latte di bufala della Regione Campania per illustrare gli interventi di vigilanza e controllo, adottati in cooperazione con la commissione dell'Unione Europea, che hanno permesso di risolvere efficacemente i blocchi delle importazioni decisi da un piccolo numero di Paesi a seguito della vicenda diossina.

Assolatte, che ha partecipato alla riunione, ha osservato che gli interventi dei due Ministeri sgombrano definitivamente il campo da ogni preoccupazione, nell’interesse dei consumatori e della filiera, ed ha perciò offerto la propria collaborazione per la effettuazione di ulteriori controlli a tappeto presso tutti gli allevamenti di bufale dell’intero territorio Campano. A tal fine, l’industria si è messa a totale disposizione dei laboratori pubblici affinché i campioni di latte necessari possano essere prelevati direttamente presso i caseifici.

Assolatte è certa che questo servirà a dissipare ogni dubbio residuo sulla qualità dei prodotti in commercio e a rassicurare tutti i consumatori sulla totale sicurezza degli stessi.

fonte: newsfood.com

Mozzarelle di bufala, Turco: esito analisi a Ue entro 25 aprile

MILANO (Reuters) - L'Italia invierà all'Ue l'esito delle analisi effettuate sul latte di bufala entro il 25 aprile, in un mossa che punta a scongiurare il blocco delle esportazioni di mozzarella e altri prodotti caseari.

In una nota del ministero della Salute, si precisa che il programma di controlli, diviso in due fasi, sarà eseguito dalle Asl con l'assistenza dei carabinieri del Nas.

Per illustrare i provvedimenti, presi d'intesa con la Commissione europea, oggi il ministro della Salute Livia Turco, il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Paolo De Castro, il sottosegretario alla Salute Giampaolo Patta e l'assessore all'Agricoltura della Campania Andrea Cozzolino hanno incontrato una delegazione degli allevatori e dei produttori caseari campani.

La prima parte del programma prevede un controllo ufficiale sul latte di bufala prelevato presso i circa 400 caseifici sul territorio delle province di Caserta, Avellino e Napoli, che potranno continuare a trasformare il latte di bufala ma non potranno vendere i prodotti derivati fino all'esito delle analisi.

Se i risultati saranno sfavorevoli, si procederà al prelievo di latte nei singoli allevamenti di provenienza. Tra questi, quelli che poi risultassero positivi alla diossina, non potranno fornire latte fino a quando, una volta eliminata la contaminazione, non saranno nuovamente certificati idonei.

I risultati delle analisi effettuate nelle prime tre province saranno messi a disposizione dell'Ue entro metà aprile e i controlli proseguiranno poi sui 25 caseifici della zona di Benevento e i 185 di Salerno. I risultati di queste due province saranno comunicati all'Ue entro il 25 aprile.

Nella seconda fase, sarà realizzata un'analisi epidemiologica per individuare l'estensione del fenomeno, prendendo in considerazione anche i dati storici, raccolti dal 2003 ad oggi.

Per quanto riguarda invece eventuali risarcimenti dei danni, oggettivi e misurabili per gli allevatori e i trasformatori, sarà convocato un tavolo al ministero delle Politiche agricole per individuare possibili misure compensative, compatibili con le regole comunitarie.

Nelle settimane scorse, diversi paesi asiatici hanno bloccato alla dogane partite di mozzarella di bufala, in attesa di ulteriori controlli su presunto latte contaminato dalla diossina.

fonte: borsaitaliana.reuters.it

martedì 1 aprile 2008

MOZZARELLA BUFALA: NAS, NUOVI CAMPIONI FORAGGI AZIENDE INDAGATE

(AGI) - Napoli, 31 mar. - I carabinieri del Nas di Napoli stanno procedendo a prelevare nuovi campioni di foraggi nelle aziende coinvolte nell'indagine della Procura partenopea sulla presenza di diossina nel latte di bufala e nella mozzarella prodotta con questo. I nuovi controlli sono scattati questa mattina.
Intanto, l'Asl Caserta 2 sottolinea che nei tre mesi di quest'anno i monitoraggi richiesti dal ministero sono stati compiuti attraverso il prelievo di 127 campioni in 90 strutture caserarie. In base ai risultati ottenuti, a 9 aziende e' stato concesso di riprendere sabato scorso la produttivita' e 20 sono invece state bloccate perche' nel latte impiegato si sono trovate tracce di diossina. (AGI)


fonte : Agi.it

Mozzarella e diossina ministro e Ue in campo parte il piano controlli

Nuovi stop da Cina e Singapore. La replica: "Ma lì le esportazioni sono quasi nulle"

Con l´assoluzione dell´Europa, quella della mozzarella alla diossina sembrava una brutta storia finita bene. Ma, proprio quando tutti, dal Consorzio al ministero, fino ai consumatori, stavano tirando un sospiro di sollievo, è arrivato il colpo gobbo della Cina e di Singapore: «Vietate le importazioni di mozzarella italiana». Il divieto, riferisce l´agenzia ufficiale Nuova Cina, ieri pomeriggio, poco dopo le 17, è stato deciso dall´Amministrazione generale della quarantena. E sull´onda della Cina, anche Singapore chiude le frontiere alla mozzarella campana. Un colpo all´immagine, più che all´economia. Ma un nuovo stop. Nuova ansia. E nuove polemiche. Dopo una settimana di psicosi, analisi e perdite da mezzo milione di euro al giorno per la filiera bufalina. E proprio nel giorno in cui l´Unione Europea, superate le proprie diffidenze, definisce e firma con il ministero della Salute il programma straordinario per la ricerca delle diossine che la Regione Campania dovrà adottare.
Quella della Cina, però, è «una decisione inaspettata, unilaterale e al momento, immotivata» dice il ministro per le Politiche Agricole Paolo de Castro. Insorgono le associazioni di categoria: la Coldiretti parla di «beffa», Confagricoltura di «atto unilaterale» e la Cia-Confederazione sposta l´attenzione sulle esportazioni cinesi di «prodotti taroccati».
«La Cina frena il nulla» esplode caustico l´assessore regionale all´Agricoltura Andrea Cozzolino, che per sabato prossimo ha convocato un vertice con tutti i consoli in Italia dei paesi in cui la Campania esporta la mozzarella, per fornire spiegazioni, chiarimenti e rassicurazioni. «Lo stop prudenziale di Cina e Singapore all´importazione di mozzarella di Bufala campana, agisce sul nulla - dice Cozzolino - È assolutamente marginale, infatti, la quantità di prodotto campano Dop che è possibile trovare nelle principali città cinesi». Cozzolino è netto, anzi rilancia: «Abbiamo assoluto rispetto delle relazioni commerciali tra la nostra regione e i Paesi esteri, in particolare di chi, come la Cina, è protagonista di un tumultuoso sviluppo economico ma con altrettanta nettezza ricordiamo che attualmente questo Paese assorbe un quota praticamente nulla dell´export caseario campano e ancor più marginale se pariamo di mozzarella di bufala Dop. Dunque è del tutto improbabile che in questo momento, sia alle frontiere sia sul mercato interno di questi paesi si trovi la mozzarella campana. Mi auguro invece che, dopo questa vicenda, tra qualche settimana ci si possa addirittura ritrovare con un incremento delle nostre esportazioni in Paesi che finora quasi non conoscevano questo straordinario prodotto gastronomico».
Anche il Consorzio per la tutela della mozzarella Dop campana spiega: «Non esportiamo in Cina. Finora siamo ancora alla fase promozionale: in sostanza abbiamo portato un po´ di mozzarella in Cina per fargliela assaggiare. Abbiamo stabilito dei contatti promozionali per aprire quella importante frontiera, anche attraverso iniziative di colore, come i casi di nostri caseifici che utilizzavano latte cinese». Una promozione difficile dall´inizio: «Pechino - spiegano al Consorzio - impone una quarantena di ben tre settimane alle nostre mozzarelle e a tutti i formaggi freschi a pasta filata italiani. Il che evidentemente non si può fare, andrebbero tutte a male. Le dogane cinesi, di fatto, per noi erano già chiuse». E il presidente del consorzio Franco Consalvo spiega: «Sono da tempo in corso contatti con l´ufficio agricoltura dell´Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese a Roma, ma il problema è al momento insoluto. La quarantena è imposta della autorità cinesi perché temono di importare un batterio lo pseudomonas sakazakii che per altro non è presente, per quanto dato sapere, in aree mediterranee».
Intanto il ministero della Salute, di concerto con i competenti servizi della Commissione Ue, ha definito un programma straordinario per la ricerca delle diossine per la Regione Campania. Il programma si compone di due fasi. La prima fase consiste in un controllo ufficiale su tutti i caseifici che insistono nel territorio delle province di Caserta, Avellino e Napoli (circa 400) che trattano latte di bufala. Sarà prescritto il divieto di commercializzazione del latte e dei relativi prodotti fino ad esito favorevole delle analisi. In caso di esito sfavorevole, si procederà al prelievo di latte nei singoli allevamenti il cui latte faceva parte del campione. Tali allevamenti non potranno conferire latte fino all´esito favorevole delle analisi. Inoltre, si procederà al controllo anche nelle aziende limitrofe, nel raggio di 3 chilometri. Tutti i risultati delle analisi effettuate saranno messi a disposizione della Commissione entro metà aprile. Conclusa la prima fase si procederà, con lo stesso approccio, al controllo dei caseifici ubicati nelle province di Benevento (25 caseifici) e Salerno (185 caseifici). I risultati di questi ulteriori controlli saranno comunicati alla Commissione entro il 25 aprile.
Nella seconda fase, una volta disponibili i risultati analitici, sarà fatta una analisi epidemiologica per la individuazione della estensione del fenomeno, e sarà resa disponibile una mappa rappresentativa della situazione, in modo da poter procedere ad eventuali ulteriori controlli. Saranno presi in considerazione anche i dati storici, raccolti dal 2003 ad oggi. Una volta individuate le zone a rischio, si procederà ad un controllo conoscitivo, senza blocco cautelare, su tutti gli allevamenti.

Autore: Cristina Zagaria

Fonte: espresso.repubblica.it

"Diossina in metà del latte controllato"

I risultati dei test.
Il ministero: percentuale modesta, non è allarme
"Le altre aziende controllate saranno dissequestrate"
Domani vertice a Roma con allevatori e produttori di mozzarelle

Metà di quel latte è da vietare, contiene diossina, «anche se in concentrazione contenuta». Via libera, invece, per l´altra metà dei campioni di latte di bufala sottoposti agli accertamenti dei laboratori di zooprofilassi. Una buona notizia per questi ultimi allevamenti, che - una volta formalizzate le procedure - potranno nuovamente lavorare per la filiera e partecipare alla produzione della "lacerata" mozzarella campana.
Eccoli i risultati dei test intorno ai quali sono montati la psicosi da contaminazione, l´attesa degli osservatori stranieri e persino interrogativi e divieti (come quello ancora in vigore in Cina) avanzati dai mercati esteri. Domande che ora incassano un verdetto in chiaroscuro, destino di tanti mali di Napoli. Intanto a Roma si apre domani il tavolo di confronto e "collaborazione istituzionale" tra i ministri delle Politiche agricole e della Salute, Paolo De Castro e Livia Turco, gli allevatori della Campania e le associazioni dei produttori di latte di bufala e formaggi derivati. Un vertice indispensabile a pianificare il cartello di «interventi di vigilanza e di controllo a tappeto» che rappresentano - come sottolinea Silvio Borrello, direttore generale per la Sicurezza alimentare del ministero della Salute - «il passaggio fondamentale del patto di cooperazione e trasparenza con la commissione europea, che ha evitato il blocco».
Questi ultimi test, eseguiti dai tecnici e veterinari delle Asl campane, e coordinati direttamente da Roma, dovrebbero partire tra 48 ore. Mentre, su distinti binari, continuano le indagini della Procura di Napoli. I magistrati hanno affidato nuovi ordini di acquisizioni e prelievi ai carabinieri del Noe e del Nas. Ma, tre settimane dopo l´esplosione della crisi che investe "l´oro bianco" campano, l´attenzione si concentra però intorno al responso delle analisi avviate sugli 83 campioni di latte di bufala, tutti affidati al vaglio degli Istituti zooprofilattici di Brescia, di Teramo e dell´Istituto superiore della Sanità. Si tratta di prelievi che erano stati eseguiti dal Servizio veterinario regionale della Campania, diretto dal dottor Paolo Sarnelli, e che già restringevano i controlli a quegli allevamenti e caseifici individuati come aziende da monitorare (in base a rituali sforamenti da diossina: ora più netti, o più controversi). Su quegli 83 test, i laboratori ora emettono un giudizio che si presta ad una doppia lettura: in 36-40 casi, è confermato il superamento dei limiti di diossina, ma confermando quasi per tutti gli stessi modesti innalzamenti della concentrazione di sostanza; negli altri 47-43 esami, il latte si è rivelato a norma, perfettamente in grado di tornare sul mercato. Un riscontro che dovrebbe portare presto al dissequestro di quelle aziende.
A confermare l´indiscrezione, è lo stesso direttore generale per la Sicurezza alimentare del ministero, Borrello. «In considerazione dei vari dati elaborati, possiamo ritenere che poco più della metà di quelle 83 aziende cautelativamente "isolate" potranno ricominciare a lavorare». Un quadro che, a parere dello stesso Borrello, «conferma l´esigenza di una costante attenzione; ma non giustifica assolutamente il terrorismo alimentare». Diossina ce n´è. Ma poca.
E per placare interrogativi e dubbi che tornano ad agitare i mercati esteri, spingendo la commissione europea alla richiesta di chiarimenti, domani a Roma comincia il lavoro del tavolo tecnico sugli interventi messi in cantiere dal Ministero della Salute in cooperazione con l´Ue. Spiegano al Ministero: «Partirà un maxicontrollo su tutti i 1300 allevamenti e i 400 caseifici della regione». Ma come si coniuga l´esigenza della trasparenza con i tempi della produzione e le esigenze di mercato della filiera mozzarella campana? «Proprio per questo - è la risposta - abbiamo bisogno della collaborazione degli allevatori e dei produttori di formaggi. Stiamo studiando un calendario di esami denso, con laboratori che possano lavorare per noi giorno e notte». Sono stati coinvolti anche alcuni Istitituti zooprofilattici europei: per venire incontro al superlavoro che ormai da settimane assorbe i tecnici degli Istituti di Teramo, Brescia e Roma.

Autore: Conchiita Sannino

fonte: espresso.repubblica.it